Tempo di lettura: 2 minuti

Loading

Il governo indiano ha disposto la sospensione della costruzione delle nuove centrali. Se la decisione fosse definitiva, la Cina sarebbe l’unico colosso mondiale a puntare forte sul carbone

Il passo che potrebbe rivelarsi decisivo nella strategia politica energetica a livello mondiale. L’India avrebbe iniziato il suo percorso di allontanamento dall’utilizzo intensivo del carbone. Secondo fonti governative citate dall’agenzia Reuters nei giorni scorsi, Nuova Delhi ha disposto la sospensione della costruzione di nuovi impianti a carbone. A inizio aprile, per il secondo anno di fila, il governo indiano ha ordinato alle centrali a carbone di tutto il territorio federale di funzionare al massimo della capacità prevista. Così sarà fino a giugno, anche per soddisfare la richiesta aggiuntiva di energia dovuta all’aumento stagionale delle temperature. Si tratta di un’inversione a 360 gradi: l’India è uno dei paesi più dipendenti da questo tipo di fonte fossile, è il quarto produttore a livello mondiale, inquina quasi dieci volte più dell’Italia e dipende dal carbone per il 75% della sua generazione elettrica. 

Il processo di disgiunzione dal carbone ovviamente non sarà immediato e non potrebbe essere altrimenti. Gli impianti con 28 GW di capacità installata che sono attualmente in costruzione saranno quindi ultimati. Ma, rivela il think tank Ember, ci sarebbero 27 GW in arrivo dalle centrali a carbone, programmati ma eccedenti rispetto alle necessità energetiche indiane. Un altro ostacolo sulla politica sulle rinnovabili dell’India. Inoltre, i cambiamenti climatici (in India e Pakistan è stato registrato un caldo record nelle scorse settimane) hanno prodotto un aumento della domanda di energia, che a sua volta determina un incremento delle emissioni di carbonio, a carico dell’ecosistema. E con le elezioni in corso nello stato del Karnataka e soprattutto con la tornata elettorale del 2024 per l’elezione del nuovo primo ministro indiano, l’energia sarà un elemento di disputa in campagna elettorale. L’India ha posto al 2070 la deadline per la produzione di emissioni zero. Per ora non ci sono tracce verso questo tipo di percorso, non è stata raggiunta quota 175 GW di energia rinnovabile nel 2022. L’Agenzia internazionale per l’energia ritiene che l’India abbia bisogno di 1,4 miliardi di dollari di investimenti nei prossimi decenni per allineare il proprio sistema energetico agli obiettivi climatici globali.

In ogni caso, il segnale sullo stop alla costruzione di impianti a carbone è un segnale che arriva ad altre potenze mondiali: la Cina resterebbe l’unico colosso a puntare ancora sul potenziamento della flotta a carbone nei prossimi anni, con una capacità installata da 250 GW. Pechino sarebbe isolata, con riflessi al momento non prevedibili.

Articoli correlati