![]()
Il report evidenzia che c’è traccia di metano in praticamente tutti i 431 siti di petrolio e gas esaminati nell’arco di due anni
Oltre 880 emissioni tra febbraio 2021 e marzo 2023 documentare in 15 paesi. Lo studio di Clean Air Task Force (CATF) lascia pochi dubbi sull’incidenza dell’inquinamento dovuto al metano. Sono stati analizzati 431 siti di petrolio e gas in giro per il mondo, i termografi del report testimoniano che sostanzialmente c’è traccia di metano in ogni sito, in tutte le aree geografiche.
Va ricordato che, sebbene abbia un tempo di permanenza nell’atmosfera molto più breve rispetto alla CO2 (tra i dieci e i dodici anni) il metano è molto più dannoso in termini di effetto serra: a parità di quantità nell’atmosfera contribuisce molto di più dell’anidride carbonica a trattenere i raggi solari e surriscaldare il pianeta. Secondo CATF, il metano è 80 volte più potente dell’anidride carbonica in un periodo compreso in 20 anni ed è responsabile del riscaldamento di 0,5 gradi della Terra. Una specie di bomba a orologeria per l’ambiente, ma al tempo stesso il metano, complice il fronte aperto in Ucraina e il distanziamento progressivo dalle forniture russe, è divenuto un elemento quasi indispensabile per il soddisfacimento del fabbisogno energetico di diversi paesi.
Secondo l’analisi di Clean Air Task Force, le emissioni rilevate erano provenienti prevalentemente da serbatoi di stoccaggio, da camini di emergenza, da torce spente e da perdite dalle apparecchiature delle tubazioni. In nove paesi produttori – compreso l’Italia e nel conto ci sono anche Francia, Spagna, Germania – sono stati individuati guasti alla testa dei pozzi di petrolio, con conseguente inquinamento da metano.
Lo studio di CATF mostra un notevole tempismo: nelle ultime settimane l’Unione europea, nell’ambito del Green Deal, il piano di riduzione delle emissioni di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci che dovrebbe portare l’Europa alla neutralità entro il 2030, ha deciso di passare ai fatti anche sul taglio alle emissioni di metano. Il Parlamento europeo avvierà a breve i negoziati con il Consiglio dell’Ue sul testo finale del regolamento. La Commissione europea aveva infatti pensato a una riduzione del 58% delle emissioni in questo comparto entro il 2030. Ora il Parlamento vuole alzare la soglia al 75%, in tutti i settori produttivi. In più, il Parlamento vuole che passi la combustione in torcia, ovvero che entro il 2027 si possa bruciare il gas non immagazzinato alla sommità dei pozzi.
Un altro punto essenziale è rappresentato dalla legislazione sulle importazioni. L’Ue acquisisce all’estero la maggior parte dei combustibili fossili e secondo il Parlamento dal 2026 gli importatori di carbone, petrolio e gas dovranno essere obbligati a dimostrare che i requisiti del regolamento vengano rispettati anche nei Paesi di origine delle materie prime.
Centoquarantanove Paesi del mondo hanno sottoscritto il Global Methane Pledge, impegno collettivo a ridurre le emissioni globali di metano di origine antropica entro il 2030 di almeno il 30% rispetto ai livelli del 2020.