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Il dato: il 41% delle aziende ritiene che non ci sia la preparazione per affrontare le questioni sulla governance

L’intelligenza artificiale, il capitale umano e una trasformazione responsabile delle aziende e in generale della società. Dalla combinazione di questi tre elementi dipende il futuro a medio e lungo termine. Una ricerca di Deloitte riferisce che ci sono rischi concreti di impasse nella governance delle aziende: il 41% di queste infatti ritiene che non ci sia la preparazione adatta per affrontare e superare le questioni relative alla governance e solo il 25% si considera invece pronto a livello organizzativo per superare le problematiche. I leader aziendali infatti richiedono maggiori regole per tutelarsi da rischi come il deepfake (la cronaca fornisce casi quotidiani), ma nel pacchetto rientrano anche il plagio, la violazione del diritto d’autore, la disinformazione, la questione sulla tracciabilità delle informazioni. Insomma, si chiede un complesso regolatorio, sebbene l’IA Act prodotto dall’Unione europea nelle ultime settimane sia una prova in ogni caso dell’attenzione governativa sull’impiego intensivo dell’intelligenza artificiale. 

Lo studio Deloitte

L’indagine prodotta da Deloitte – su quasi tremila leader di aziende tech che hanno puntato sull’uso dell’IA – riporta che secondo il 48% del campione l’intelligenza artificiale darà un nuovo volto alle aziende nell’arco di un triennio, mentre per il 14% l’effetto sarà istantaneo. Il 56% delle imprese interpellate poi si dice concentrata sui dividendi – come produttività ed efficienza – che porta l’IA nel processo produttivo, piuttosto che sugli effetti negativi e c’è una buona fetta (35%) che spera di veder scendere i costi con l’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale, mentre il 26% confida nell’IA per un balzo verso l’alto del fatturato.

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