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Il 60% delle imprese ha avviato progetti sull’intelligenza artificiale: il settore vale 760 milioni di euro
Intelligenza artificiale e capitale umano, l’intreccio che vale centinaia di miliardi di euro ma che rischia di mettere in pericolo milioni di posti di lavoro. Ora lo certificano anche i numeri: la ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Polimi mostra che nel corso dello scorso anno il mercato dell’IA, che è fagocitato dalle multinazionali, ha toccato il valore di 760 milioni di euro. Una specie di mostro ancora sconosciuto, ma con margini di crescita enormi: il 60% delle imprese ha avviato progetti sull’intelligenza artificiale, mentre resta all’angolo la Generative AI con le sue applicazioni, che è forse il segmento con maggiori prospettive.
Il mercato IA in Italia
Dunque, il mercato dell’IA è cresciuto in Italia, secondo il Polimi, del 52%. Ed è solo la punta dell’iceberg, come spiegano gli esperti che hanno lanciato l’allarme: l’uso intensivo degli strumenti tech come IA e machine learning nel prossimo decennio potrebbe portare alla perdita di quasi quattro milioni di posti di lavoro, in un combinato disposto assai pericoloso con il gap demografico che è presente in Italia. Come ha spiegato a SostenibileOggi.it Sebastiano Maffettone, ordinario alla Luiss Business School di Roma e guida di Ethos – Osservatorio di etica pubblica istituito nel 2019, in cui svolge attività di ricerca, consulenza e formazione nell’ambito di diversi settori dell’etica pubblica – è essenziale che vengano stabiliti quadri normativi ed etici per garantire un utilizzo dell’IA che non stravolga i diritti fondamentali dell’individuo. Con settori destinati a cambiare faccia, come la sanità, l’ambito delle smart cities, anche l’informazione e i servizi.
Gli altri dati del Polimi
Secondo lo studio, il 90% del mercato dell’IA è riservato alle grandi imprese, con la restante fetta destinata alla Pubblica Amministrazione e alle PMI. Il 29% del mercato dell’IA si concentra su soluzioni per l’analisi e l’estrazione di informazioni dai dati, poi c’è spazio per i progetti di interpretazione del linguaggio, algoritmi per contenuti ad personam, analisi video e immagini.