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Il 2024 è l’anno dell’entrata in vigore di CRSD, ESRS e CSDDD
Dalla CSRDCSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva dell'Unione Europea che obbliga le aziende di grandi dimensioni a divulgare informazioni dettagliate sul loro impatto sociale e ambientale, promuovendo la trasparenza e la sostenibilità aziendale. Approfondisci alla CSDDD, che sono acronimi ormai conosciuti nel settore della sostenibilità legata alle imprese. Poi, lo European sustainability reporting standards (ESRS) e altre normative che dovrebbero cambiare il volto dell’economia europea, influenzando ovviamente anche quelle di altri Paesi. L’anno che è iniziato da poco porta senza dubbio la firma ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci. Entrano in vigore numerosi regolamenti verso cui le aziende devono essere preparate (e al momento con ogni probabilità non lo sono ancora), sia a livello di catena del valore che di risorse umane.
CSRD
Forse è la più famosa e attesa: la direttiva sulla rendicontazione ambientale da parte delle aziende che sarà recepita entro il 2024 nella legislazione nazionale di tutti gli Stati membri dell’Ue. Nelle ultime settimane la Commissione europea ha adottato formalmente le modifiche ai criteri in base ai quali vengono definite le dimensioni delle società e dei gruppi nell’Ue. L’impatto di tali cambiamenti include una sostanziale riduzione del numero di società che rientrano nell’ambito di applicazione della CSRD. Avrebbe dovuto riguardare almeno 50 mila aziende in Europa, poi l’Ue ha rivisto i parametri andando incontro alle aziende: la classificazione delle società o dei gruppi come “micro”, “piccoli”, “medi” o “grandi” nell’Ue si basa sul rispetto di due dei tre criteri dimensionali stabiliti nella Direttiva contabile. I criteri sono: numero di dipendenti, totale di bilancio e fatturato netto.
ESRS
Tra i principali regolamenti c’è anche lo European sustainability reporting standards (ESRS). Si tratta dei meccanismi di rendicontazione obbligatoria su cui poggia l’entrata in vigore, a inizio 2024, della CSRD. A novembre l’EFRAG Sustainability Reporting ha pubblicato lo standard unico sulla rendicontazione “volontaria” per le micro imprese e per le aziende non quotate in Borsa: con questo standard si indirizzano queste aziende al report di sostenibilità, oltre al bilancio d’esercizio, anche per quelle non soggette all’obbligo fissato dalla CSRD, in vigore da gennaio 2023.
CSDDD
Corporate Sustainability Due Diligence Directive: ossia, la direttiva per prevenire e mitigare gli impatti delle società lungo la catena di fornitura. Richiede alle aziende di essere molto più trasparenti nei loro report in materia di diritti umani e degli impatti ambientali. Questa direttiva è complementare all’adozione della CSRD, diventa legge nell’anno in corso nell’Ue e dovrà essere recepita negli ordinamenti nazionali dagli stati entro il 2026. Poi, si applicherà a un gruppo di società dell’Ue, entro il 2026 quelle con oltre 500 dipendenti e oltre 150 milioni di fatturato o ricavi netti annui. Dal 2028, ad aziende Ue in settori ad alto impatto (tessile, agricoltura, estrazione di minerali con almeno 250 dipendenti e un fatturato pari o superiore a 40 milioni di euro. Dal 2029 al 2030 c’è l’ultima fase: prima le aziende non di area Ue con soglia minima di fatturato a 150 milioni di euro, poi quelle con un fatturato da almeno 40 milioni di euro.