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Barometro FPA: quasi la metà degli interpellati pensa che non avrà impatto negli uffici pubblici
L’ingresso dell’intelligenza artificiale negli uffici della Pubblica Amministrazione è un dato di fatto, ma il grado di accettazione della tecnologia più avanzata nei processi produttivi non incontra il favore degli intervistati di Barometro FPA, osservatorio sulla percezione della PA. Quasi la metà degli interpellati non è persuaso che l’IA avrà un impatto nella PA, anzi il 26% pensa che sia una tecnologia come le altre, senza la possibilità di incidere sostanzialmente nella vita degli apparati della Pubblica Amministrazione e ci sono due interpellati su dieci che ritiene invece non ci siano le condizioni per accogliere uno strumento così invasivo nella vita professionale dei dipendenti degli uffici del pubblico. Completa il quadro il 30% che mette in evidenza incertezza o impreparazione sul tema IA e solo il 24% si è convinto della rivoluzione che ci sarà con l’impiego degli strumenti ad alta tecnologia.
L’AI Act
Va ricordato che il Parlamento Ue ha licenziato nei mesi scorsi l’AI Act, con cui l’Ue si è strutturata della prima disciplina sull’intelligenza artificiale, il cui impiego nella PA è invece apprezzato dai dipendenti pubblici secondo altri sondaggi come quello recente di FPA, società del Gruppo DIGITAL360, in collaborazione con Microsoft Italia, quasi 9 dipendenti su 10 della PA hanno già usato uno strumento basato sull’IA, trovandolo utile nel 77% dei casi.