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Parte tra tre anni, sarà effettivamente simile al Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)
Come la tassa sul carbonio fissata dall’Unione europea, anzi di più. Anche il Regno Unito si è deciso a produrre il suo meccanismo di tasse sul carbonio alla frontiera: parte tra tre anni, sarà effettivamente simile al Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il sistema attivo dallo scorso ottobre e introdotto con il pacchetto Fit for 55 a luglio 2021. Dunque, una tariffa aggiuntiva alle merci prodotte all’estero e importate nel Regno Unito da Paesi che non hanno tariffe inferiori a quelle britanniche: tutto in nome della decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci, ha detto il primo ministro britannico Rishi Sunak, ma anche per garantire più equità alle aziende nazionali ed evitare così le fughe in altre realtà dei colossi industriali.
Cos è il CBAM
Dovrebbe rappresentare, secondo gli esperti, la risposta alla distanza sui dazi nei rapporti commerciali tra Cina e Ue. Il regolamento delinea gli obblighi di segnalazione per gli importatori dell’Ue di merci CBAM e soprattutto come si procede al calcolo delle emissioni rilasciate. L’obiettivo è ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55% entro il 2030. Ora è in corso la fase transitoria per l’applicazione del regolamento per fissare un prezzo equo per il carbonio emesso durante la produzione industriale nell’Ue: si concede tempo alle imprese per prepararsi.
Le differenze tra il sistema europeo e britannico
L’elenco delle categorie nel Regno Unito sarà aggiornato dopo una consultazione pubblica nel corso dell’anno, ma ci sono alcuni settori a cui il sistema britannico applicherà dal principio “la tassa commerciale sul carbonio”, come è stata ribattezzata da più parti, ossia nel vetro e nella ceramica. Quello europeo prevede la tassa anche per l’elettricità, che invece non rientra nella lista dei settori delineata da Londra.