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Sei miliardi di assicurazioni su eventi climatici avversi, 800 milioni per l’alluvione in Emilia-Romagna

Nei giorni scorsi c’è stato anche l’appello del ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci. La necessità di assicurarsi contro gli eventi climatici avversi, un tipo di discorso dal percorso inizialmente complicato ma che in Italia comincia a fare la sua strada. Almeno così riferisce il recente studio sul 2023 di Ania, secondo cui si è arrivati a un totale di assicurazioni da sei miliardi di euro, con la quasi totalità destinata agli eventi atmosferici e una piccola fetta, 800 milioni per le alluvioni che si sono verificate in Toscana ed Emilia Romagna. E con l’aumento di frequenza e intensità previsto per questi fenomeni nei prossimi anni, le assicurazioni per i danni del clima saranno un tassello fondamentale per limitare l’impatto della crisi climatica.

Lo studio Legambiente

Certo, ci sono studi dall’esito contrastante. Per esempio, l’anno scorso l’Osservatorio Città Clima di Legambiente ha registrato in Italia un evento climatico estremo ogni tre giorni, evidenziando un altro dato: siamo il Paese in assoluto più colpito da eventi estremi in Europa; dal 1980 al 2022 ci sono stati danni da eventi naturali per 210 miliardi di euro, molto più di Germania e Francia. E se secondo il recente Osservatorio Sara Assicurazioni, solo il 16% degli italiani percepisce sicurezza sulla propria abitazione, ritenendola al sicuro dagli eventi avversi determinati dal clima, un altro studio prodotto da Cerved e il gruppo MBS Consulting e SpazioDati mostra che le PMI italiane con tetto a nove dipendenti continuano a non assicurarsi nella quasi totalità dei casi (lo ha fatto solo il 5,6) e il trend è simile per le aziende con 10-49 dipendenti mentre il quadro è diverso per le grandi aziende, dove ci si assicura in media nel 70-80% dei casi contro terremoti e alluvioni. 

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