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Per rientrare nei paletti degli investimenti sostenibili, una compagnia aerea dovrà arrivare al 15% di combustibili sostenibili entro il 2030

Anche il settore dell’aviazione entra nel cerchio della finanza sostenibile. La Commissione Ue infatti negli ultimi giorni ha fissato nuovi standard green per aerei, gestione dell’acqua e biodiversità e per altri nuovi settori, incluso una stretta sugli aspetti più opachi dei punteggi Esg. L’ultimo aggiornamento della tassonomia verde Ue da Bruxelles include quindi anche l’aviazione, che ha sollevato diverse critiche per le misure imposte: per rientrare nei paletti degli investimenti sostenibili, una compagnia aerea dovrà arrivare al 15% di combustibili sostenibili per l’aviazione (chiamati SAF) entro il 2030. Oggi la percentuale non va oltre lo 0,05%. 

In sostanza allo stato attuale non c’è nulla su cui costruire e il tempo a disposizione è davvero risicato. In alternativa, dispone la Commissione Ue, è possibile rispettare gli standard della tassonomia verde Ue anche soltanto grazie a criteri più stringenti di efficienza, quindi continuando a volare al 100% kerosene come oggi.

L’ipotesi di estendere gli investimenti sostenibili all’aviazione divide da mesi l’Unione europea: da una parte c’è l’industria aeronautica che spinge per l’approvazione, motivando la pressione con il nuovo design dei nuovi bolidi, più efficienti di circa il 20% in termini di consumo di carburante, producendo meno emissioni rispetto al passato. Sono invece contrari gli attivisti del clima, prefigurando scenari di greenwashing, in Olanda c’è un procedimento civile in corso contro la compagnia di bandiera KLM, accusata di pubblicità ingannevole in tema ambientale.

L’altra grande novità introdotta dalla Commissione Ue riguarda il rating Esg: più trasparenza, meno conflitti di interesse, si propone ai fornitori di servizi di rating di fermarsi nella fornitura di servizi di consulenza agli investitori, di vendita di rating e di sviluppo di benchmark, che sono attività a rischio conflitti di interesse. Chi offre questi servizi dovrà essere autorizzato e supervisionato dall’ESMA (European Securities and Markets Authority).

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