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Sicuramente avrai notato che il concetto di sostenibilità sta interessando sempre più persone negli ultimi tempi. Condurre uno stile di vita sostenibile significa fare tutto ciò che è in nostro potere per garantire il miglioramento e il progresso economico e sociale, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante e delle sue risorse, al fine di permettere anche alle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.

Generalmente, quando si parla di sostenibilità si fa riferimento a tre componenti principali: ambientale, economica e sociale.

La prima riguarda l’uso consapevole e corretto delle risorse naturali di cui disponiamo, cioè sfruttare senza che abbiano un impatto negativo sull’ambiente circostante. La seconda è basata sullo sviluppo di un sistema economico equilibrato e in costante crescita. La terza, infine, si concentra sull’importanza del benessere sociale per contribuire allo sviluppo sostenibile.

Tuttavia, a queste tre dimensioni della sostenibilità ne va aggiunta una quarta, che ultimamente ha richiamato l’attenzione di molte persone. Si tratta della sostenibilità alimentare. Preservare le risorse alimentari ed evitare gli sprechi sono tra i principali obiettivi della sostenibilità alimentare.

Ecco perché i prossimi paragrafi avranno come tema principale la sostenibilità a tavola, fornendo degli spunti per capire cosa fare e cosa non fare per essere sostenibili anche quando si mangia.

Sostenibilità alimentare: perché è così importante

Se si considera la tradizione culinaria che caratterizza il nostro Paese, è evidente quanto noi, come popolo italiano, teniamo al cibo e a tutto ciò che rappresenta. Proprio per questa ragione, è necessario essere consapevoli non solo di quello che mettiamo sulle nostre tavole, ma anche dell’impatto che i nostri pasti hanno sul pianeta.

Per farlo bisogna partire da due dati di fatto in ambito alimentare:

  1. l’enorme squilibrio tra coloro che nel mondo non hanno quantità sufficienti di cibo e coloro che, al contrario, ne hanno troppo (e di conseguenza, lo sprecano);
  2. dieta mediterranea e sostenibilità: la Dieta Mediterranea, riconosciuta globalmente come l’esempio per eccellenza di dieta sostenibile, è a rischio estinzione.

Per ovviare a queste due problematiche e cercare di ritrovare un equilibrio tra le risorse a disposizione e il consumo di cibo, bisogna agire. In che modo? Ne discutiamo nel prossimo paragrafo.

Sostenibilità alimentare: cosa fare e cosa evitare

Nel corso dei secoli, i popoli si sono sempre adattati a diversi stili di vita, compreso quello alimentare. Ultimamente, con l’avvento della globalizzazione e del fast food, si è instaurata nelle persone un’idea di cibo poco sana.

Infatti, a causa delle grandi catene di fast food come McDonald’s, è nato il concetto di “mangiare tanto spendendo poco”, incoraggiando la produzione di alimenti processati e di scarsa qualità, che prevedono l’utilizzo di molte più risorse di quante ne sono disponibili, e avendo anche un impatto negativo sull’ambiente, sulla salute delle persone e degli animali.

Per ovviare a questa situazione, è quindi molto importante adottare alcuni accorgimenti e, se necessario, cambiare le proprie abitudini per garantire alle future generazioni un mondo sostenibile da tutti i punti di vista. Per esempio, si dovrebbe:

  • ridurre drasticamente il consumo di carne, in modo tale da diminuire il consumo in eccesso di acqua e lo sfruttamento di animali da parte delle industrie alimentari;
  • prediligere alimenti di natura vegetale, poco elaborati e naturali, così da avere la massima sicurezza di ciò che si sta realmente mangiando;
  • scegliere prodotti locali e di stagione, in modo da ridurre l’impatto ambientale legato alla produzione e al trasporto di cibo;
  • ridurre gli sprechi alimentari, evitando cioè di comprare più cibo di quanto sia necessario e consumare ciò che si ha;
  • supportare il lavoro delle aziende agricole locali, per esempio acquistando i prodotti al mercato, dai fruttivendoli, dai contadini e così via;
  • prediligere alimenti biologici che tutelano la biodiversità, non fanno uso di input chimici, mantengono la fertilità dei suoli, sono più rispettosi del benessere animale;
  • evitare di acquistare alimenti a prezzi troppo bassi che spesso nascondono un costo per l’ambiente e per i lavoratori;
  • diversificare gli alimenti, in modo tale da avere un apporto adeguato di energia e nutrienti, prevenendo sia carenze sia eccessi nutrizionali, entrambi dannosi per la nostra salute.
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