![]()
Dopo i risultati deludenti del primo bando, le aspettative non sono migliori per quello successivo
Il MASE continua a dirsi ottimista sullo sviluppo del biometano in Italia, sfruttando anche le risorse del Pnrr ma in realtà il settore zoppica. Dopo il risultato deludente determinato del primo bando di settembre dello scorso anno, anche per la seconda gara l’entusiasmo appare latente. La procedura competitiva era stata aperta con un contingente di capacità produttiva disponibile di 108.272,28 standard metri cubi orari (Smc/h). Ma a conti fatti i progetti in graduatoria rappresentano solo un quarto di tale contingente. Lo rivelano i numeri pubblicati oggi da GSE e dello stesso MASE. Secondo quanto riportato sul sito del Gestore, i 51 progetti di impianti (nuovi o riconvertiti) ammessi ai finanziamenti vantano una capacità produttiva totale di biometano pari a 25.881 Smc/h. Il GSE ha reso disponibile anche la graduatoria dei vincitori e l’elenco degli impianti esclusi.
Per la prima procedura erano stati ammessi al finanziamento via Pnrr 86 progetti di produzione del biometano per una capacità totale di 29.978 Smc/h. La metà del contingente messo in gara. I risultati potrebbero essere migliori con il nuovo bando Pnrr per il biometano, in programma il 22 dicembre 2023. I valori delle tariffe di riferimento della terza procedura competitiva verranno, infatti, aggiornati secondo l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, in coerenza con l’inflazione media cumulata dal novembre 2021 a oggi.