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Studio Ambrosetti: il 64,1% degli italiani dice di essere poco informato sul tema

Sicuri, confortevoli, “verdi”, ma anche sconosciuti ad almeno sei italiani su dieci. Si tratta degli smart building, gli edifici intelligenti. Secondo le analisi della Community Smart Building, iniziativa avviata nel 2022 da The European House – Ambrosetti, il 64,1% degli italiani riferisce di essere poco informato sul tema, con informazioni ridotte e generiche. Secondo il report, oltre il 25% lamenta dei costi elevati per l’adeguamento degli edifici in versione green, oltre a evidenziare che l’accesso agli incentivi governativi risulta essere piuttosto complicato. Ne risente ovviamente il processo di transizione ecologica, ma anche la tasca degli utenti: infatti lo studio Ambrosetti certifica che gli investimenti concentrati sulla conversione di appartamenti ed edifici in senso “intelligente” porta benefici economici: riduzione tra il 20-24% dei consumi di energia e anche del consumo di acqua, intorno al 4-5%. Insomma, conviene.

Il fenomeno smart building

Sempre Ambrosetti, in uno studio di qualche mese, fa ha tirato le somme: il mercato italiano dello Smart Building vale 130 miliardi di euro. Lo Smart Building (l’edificio intelligente) rappresenta quindi uno strumento di efficienza e decarbonizzazione, un vantaggio in termini economici individuali e per la collettività. L’edificio infatti si definisce intelligente se gestisce in modo ottimale l’energia, facendo vivere al meglio chi abita in quella struttura, in un processo consapevole sulla riduzione dei consumi. Si tratta di un processo partito negli anni ‘80 e che vede l’Italia potenzialmente in prima fila: nel 2021 è stato il terzo Paese europeo per numero complessivo di brevetti legati agli edifici nel settore tech per la mitigazione del clima (7,4%), dopo Germania e Francia.

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