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In seguito all’introduzione del paradigma produttivo chiamato Industria 4.0, modello basato sulla digitalizzazione dei luoghi di lavoro al fine di rendere più competitive le imprese, si è posto al centro del dibattito attuale il tema della sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e sociale.

La transizione digitale, guidata dall’introduzione di tecnologie 4.0, e la transizione ecologica, con l’implementazione delle pratiche connesse all’economia circolare, vanno di pari passo e fungono da volano per progetti di trasformazione sostenibile.

La sostenibilità non è più appannaggio di poche aziende illuminate, che hanno seguito – con coraggio e lungimiranza – la scelta etica. Oggi le aziende sono chiamate a misurarsi direttamente con la questione ambientale, e a riflettere in particolare sull’impatto che esercitano nei confronti delle risorse naturali coinvolte nei propri processi produttivi. Il tema della sostenibilità assume una rilevanza ancora maggiore, inoltre, anche alla luce dell’accresciuta sensibilità dei consumatori moderni, che prediligono brand guidati da scelte etiche e che condividono il proprio sistema di valori.

I vantaggi di un’industria sostenibile

Negli ultimi anni si è fatto spesso riferimento a un nuovo modello di sviluppo definito Industria 4.0, un insieme di leggi e politiche attive che favoriscono la transizione economica e digitale dei sistemi produttivi. 

I Paesi che hanno attivato piattaforme per il supporto allo sviluppo dell’Industria 4.0, mettendo a punto incentivi e agevolazioni per le aziende che decidono di aderire al nuovo paradigma, stanno riscontrando una crescita organica del proprio sistema economico.

Anche l’Italia da qualche anno sta concentrando i suoi sforzi per spingere le aziende ad adottare misure che accelerino l’evoluzione verso l’Industria 4.0, stanziando fondi e attuando politiche attive volte a favorire la digitalizzazione delle industrie, l’utilizzo di software innovativi per i Big Data e l’adozione di modelli produttivi più sostenibili.

Per le aziende, investire in sostenibilità significa ottenere un doppio vantaggio competitivo: da una parte, l’impresa si conforma alle leggi europee affacciandosi al mercato internazionale; dall’altro, accede a incentivi che facilitano l’attuazione delle misure promosse. Sul medio e lungo periodo, aderire al piano per l’Industria 4.0 si traduce in un’ottimizzazione di ogni fase del ciclo di vita dei prodotti, con un’evidente riduzione della dipendenza da materie prime esauribili.

Industria 5.0, verso un modello ancora più sostenibile

Il passaggio dal paradigma 4.0 a quello dell’Industria 5.0 delinea ancor più nettamente il nuovo ruolo dell’industria all’interno della società:

“L’industria 5.0 riconosce il potere dell’industria di raggiungere obiettivi sociali al di là dei posti di lavoro e della crescita per diventare un fornitore di prosperità resiliente, facendo sì che la produzione rispetti i limiti del nostro pianeta e mettendo il benessere dei lavoratori al centro del processo di produzione”.

Queste parole, tratte da un rapporto della Commissione Europea datato gennaio 2021, mettono in luce la rinnovata centralità dell’ambiente e del capitale umano nel processo produttivo.

Per essere tale, l’Industria 5.0 deve essere: 

  • umanocentrica, per un’economia al servizio dei lavoratori;
  • sostenibile, perché mette al centro il percorso delle 4R (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero);
  • resiliente, perché in grado di fronteggiare la crisi e di reagire in maniera tempestiva ai cambiamenti improvvisi.
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