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Sarà la prima fonte di energia del Paese, rivela lo studio Rystad Energy
Entro due anni il fotovoltaico – e non più il carbone – dovrebbe diventare la prima fonte di elettricità in Cina. La rivoluzione energetica cinese, prevista dalla società di consulenza Rystad Energy, traccia uno scenario assolutamente impensabile sino a qualche anno fa. Ma ci sono evidenti dati a supporto della tesi, per esempio da quattro anni la nuova capacità eolica e fotovoltaica ha regolarmente superato i 100 GW installati l’anno, con un tasso di crescita quadruplo rispetto a quello del carbone, sebbene le centrali a carbone non siano state spente, anzi.
L’all-in cinese sulle rinnovabili ha raggiunto il suo picco nel 2023: 293 GW di nuove installazioni eoliche e solari. Si tratta di capacità in esercizio, non di produzione energetica, va chiarito, ma è altrettanto significativa questa situazione, perché anche in Europa si corre forte sul fronte delle rinnovabili ma era previsto, in base a politiche indirizzate a questo obiettivo. Meno invece in Cina.
Sempre sul fronte carbone, a gennaio sono stati pubblicati i dati dell’IEA, secondo cui c’è stato nel 2023 un boom dei consumi (+5%). Sempre l’IEA nell’estate dello scorso anno sosteneva che entro il 2025 le fonti rinnovabili supereranno il carbone come prima fonte di energia al mondo. Insieme al nucleare andranno a coprire quasi tutta la crescita della domanda globale di elettricità.