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Secondo uno studio pubblicato su Nature, tra il 2035 e il 2095 il sistema delle correnti potrebbe collassare, con conseguenze drastiche

Lo scenario è degno del film The Day After Tomorrow – L’Alba del giorno dopo. Solo che in questo caso si tratta della realtà: le correnti atlantiche si fermeranno entro il 2060 se il trend sul cambiamento climatico resterà lo stesso. Lo spiegano alcuni scienziati dell’Università di Copenhagen, pubblicato su Nature Communication. Si tratta di un fenomeno – l’ennesimo – estremamente pericoloso perché il sistema delle correnti oceaniche trasporta quella calda dai tropici verso il Nord Atlantico dove si raffredda, diventa più salata e sprofonda nell’oceano, prima di diffondersi poi verso sud. Questo passaggio svolge un ruolo chiave nel sistema del clima, regolando le temperature e con implicazioni sugli inverni e l’innalzamento dei livelli del mare, portando a ripercussioni che interessano Europa, Stati Uniti e altre parti del globo.

L’indagine spiega che in un scala temporale fissata dal 2025 e il 2095 senza frenare il surriscaldamento antropico legato alle emissioni, il sistema delle correnti potrebbe collassare, portando a cambiamenti drastici nel mondo tra cui una Europa molto più fredda e l’impatto sulla vita di milioni di persone. Una possibilità è che questo avvenga, secondo i ricercatori, intorno al 2060: analizzando i dati relativi agli ultimi 150 anni e usando nuovi modelli matematici gli scienziati coinvolti stimano infatti uno stop della corrente “al 95% tra il 2025 e il 2095”, con un picco di probabilità nel 2057.

Le simulazioni dell’ateneo danese non sono in linea con altri studi ma c’è concordanza sul devastante impatto delle emissioni di gas serra sulla crisi climatica, con ripercussioni sul sistema delle correnti.

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