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Imballaggi, logistica, trasporti: l’inquinamento da medicinali è un pericolo concreto
L’impatto ambientale dei prodotti farmaceutici rappresenta un tema di crescente importanza e anche in questo settore c’è sempre più consapevolezza da parte dei consumatori. Dagli imballaggi – riutilizzabili al posto del polistirolo – alla logistica con i farmaci che sono sensibili alla temperatura esterna e che quindi richiedono una distribuzione che rispetti la catena del freddo per garantire l’integrità degli stessi prodotti. Poi c’è il tema dei trasporti con il relativo inquinamento, con l’adozione dei veicoli ecologici (elettrici o alimentati da biocarburanti) per i tragitti sul breve, mentre per le lunghe distanze ci sono navi e treni. I temi sul tavolo che incrociano il farmaceutico con la sostenibilità sono molteplici.
Nel 2020, la Commissione Europea ha pubblicato lo Strategic Approach to Pharmaceuticals in the Environment, evidenziando le complessità del problema dell’inquinamento farmaceutico. Sebbene l’accesso a medicinali efficaci sia fondamentale per la cura di molte malattie che affliggono l’umanità, l’inquinamento rappresenta un rischio comprovato, oltre che per l’ambiente, anche per la salute di tutti gli abitanti del pianeta.
L’anno successivo, il Pgeu (Pharmaceutical group of European Union) ha pubblicato un documento sulle buone pratiche per una farmacia green e sostenibile, con lo scopo di fornire specifiche raccomandazioni a tutte le farmacie europee per arrivare all’obiettivo di una farmacia verde e sostenibile ed evidenziare le migliori pratiche adottate nei vari paesi europei.
Lo stesso Pgeu individua anche alcune azioni fondamentali, tra cui adottare misure per aumentare la consapevolezza dei pazienti sull’uso prudente e la raccolta dei resi di farmaci; sviluppare linee guida e materiale informativo per gli operatori sanitari sull’uso prudente dei prodotti farmaceutici; garantire un adeguato finanziamento ai programmi di smaltimento e raccolta di farmaci e di oggetti taglienti usati; sostenere lo sviluppo di pratiche ecologiche rispettose dell’ambiente e delle politiche di sostenibilità nelle farmacie.
Insomma, il problema esiste, sebbene il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente a maggio, abbia spiegato che, secondo i dati Istat, l’88% delle aziende farmaceutiche prevede di ridurre i rifiuti prodotti nei prossimi tre o cinque anni, mentre il 55% è già impegnato nell’eliminazione dell’uso della plastica in ogni fase del processo produttivo, senza contare i sistemi di monitoraggio dell’impatto ambientale con indicatori specifici.