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Il Consorzio chiede lo snellimento delle procedure nell’accesso ai bandi e ai fondi
Il biometano è un settore con enormi margini di crescita e tiene assieme la competitività delle aziende agricole e industriali e la sostenibilità ambientale. Il primo bando per l’accesso agli incentivi del PNRR non è riuscito a saturare il contingente di capacità in gara. Dei 67 mila Smc/h (Standard metro cubo l’ora) offerti risultano aggiudicati poco meno di 30 mila Smc/h. Non che le richieste di accedere ai fondi per gli incentivi siano mancate, anzi avevano raggiunto una capacità produttiva totale di oltre 36 mila Smc/h per un totale di 72 progetti. Ma la fase di selezione ne ha tagliati fuori 12 per oltre seimila Smc/h.
Il presidente del Consorzio Italiano Biogas, Piero Gattoni, racconta a SostenibileOggi.it le potenzialità del biometano per il settore agricolo e industriale e i limiti sui cui si sollecita l’intervento delle istituzioni. Il Consorzio rappresenta 850 imprese agricole di biogas (che è composto al 50% da metano) in Italia, 200 aziende di componentistica e trasporti. Le aziende di biometano italiane si concentrano al 90% nelle regioni della pianura padana.
Il biometano è in salute in Italia?
Il decreto interministeriale del 2 marzo 2018 che ha promosso l’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti, in linea con quanto previsto dalle Direttive Ue sulla promozione dell’energia da fonte rinnovabile, ha portato in poco più di quattro anni alla sostituzione quasi intera dell’utilizzo del gas naturale nei trasporti con il biometano. Il passaggio è quasi ultimato ed è già un grande risultato, abbiamo una capacità di biometano da 750 milioni di metri cubi, il vero tema è che il Decreto del 2018 aveva posto parecchi paletti per il biometano agricolo o industriale, così con il primo bando con risorse del Pnrr, il governo ha delineato un profilo adatto per la partecipazione ai bandi per aziende agricole. Ma le aspettative non sono state centrate anche perché ci sono stati ritardi importanti, dalla Commissione Ue nella stesura del testo del decreto, poi i tempi assai lunghi per la parte attuativa. Ritardi che mal si accompagnano al nostro settore.
Cosa c’è che non va nei bandi?
Anche il secondo bando, con scadenza posta a settembre, non vedrà allocate tutte le risorse perché nel frattempo non ci sono state le modifiche tecniche che chiediamo. Si tratta di aspetti tecnici da sveltire, rimuovere: dall’accesso ai bandi all’accesso ai lavori. Ci sono le regole imposte da Bruxelles, ma per quello che compete al governo italiano ci potrebbero essere dei cambiamenti, abbiamo sottoposto al MASE una serie di consigli tecnici.
Sul settore biometano non ha inciso anche la spinta inflazionistica derivante dal fronte aperto in Ucraina?
Certo e questo è un altro aspetto importante: la crisi ucraina ha creato spinta inflazionistica a livello di costi sia per quello che riguarda le materie prime, sia per l’impiantistica. E’ necessario un adeguamento delle condizioni generali ed economiche.
Quali sono le potenzialità del biometano?
E’ un settore di grandi potenzialità con modello di sviluppo a livello europeo che coniuga l’agroindustria con cibo, energia e transizione ecologica. E’ indispensabile il ricorso al biometano per sostenere il settore primario nel processo di decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci, si è passato diverso tempo per definire gli schemi normativi sulle condizioni di utilizzo, ora bisogna accelerare, sveltire le pratiche. Ci vuole un segnale da parte delle istituzioni affinché le imprese possano investire. L’azienda, se si vuole davvero investire nel settore, deve essere al centro del sistema. Per esempio la maggior parte delle imprese di biometano che sono medio-piccole, hanno difficoltà di accesso al credito.
Sentiamo grossa responsabilità, abbiamo una delle realtà più innovative in Europa, sono pronte a investirci sia l’agricoltura sia l’industria. Ci sono tutte le premesse, si può portare assieme il percorso di competitività e sostenibilità nelle aziende agricole, soprattutto nel centro-sud.