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Il nostro Paese è al secondo posto, alle spalle della Francia, nel tasso di utilizzo circolare della materia
L’Italia è leader in Europa per l’utilizzo dei rifiuti riciclati ed è al secondo posto, alle spalle della Francia, nel tasso di utilizzo circolare della materia. Non che fosse una novità la posizione di eccellenza del nostro Paese in tema rifiuti, ma emerge anche che il 20% di quello che l’Italia poi produce, viene direttamente dal riciclo dei materiali. Sono dati del sesto Rapporto sull’economia circolareEconomia circolare L'economia circolare è un modello economico che promuove la riduzione degli sprechi e l'uso efficiente delle risorse attraverso il riutilizzo, la riparazione, il rinnovamento e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti. Approfondisci in Italia, realizzato dal Circular Economy Network (Cen) e da Enea. Una fotografia decisamente fedele della situazione e che aggiunge un altro elemento: la produttività delle risorse vale mediamente 3,7 euro per chilo in Italia, contro la media Ue di 2,5 euro per chilo. Il sistema economico e produttivo italiano si basa sull’economia circolare che viene benissimo soprattutto alle PMI, che nel 65% dei casi, secondo lo studio di Cen ed Enea, pratica i dettami dell’economia circolare.
Lo studio
Nel report si tiene conto, analizzando le prestazioni in tema rifiuti delle principali economie dell’Ue (Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna) di indicatori come produzione e consumo, gestione dei rifiuti, materie prime, competitività e innovazione, sostenibilità ecologica e resilienza. Il nostro Paese per somma di punti è al top con 45 punti, seguita dalla Germania a 38 punti e domina per il tasso di riciclo dei rifiuti: nel 2021 si è arrivati al 71,7%, mentre la media dei 27 Paesi che formano l’Ue arriva al 64%. Un dominio strutturato insomma, che diventa leggera prevalenza sul riciclo dei rifiuti urbani, dove l’Italia è in media al 49,4%, quasi un punto percentuale avanti alla media Ue (48,6%), con la Germania al vertice: dato al 69,1%.