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Le precipitazioni sono state carenti su tutto l’arco alpino a novembre
La neve sulle vette italiane è poca. Sebbene si sia ancora lontani dal picco della stagione, che anzi è all’inizio, la realtà dice che la quantità di neve è contenuta, minore del solito, sebbene la temperatura media degli ultimi giorni sia in linea con le medie stagionali. L’aggiornamento viene dalla Fondazione CIMA: dunque, il deficit di neve, a metà dicembre, ha fatto segnare -63% in termini di equivalente idrico nivale (snow water equivalent, SWE), una formula che spiega la quantità di acqua derivabile dalla neve, qualora fosse fusa e poi espressa in miliardi di metri cubi.
Il dato di quest’anno resta decisamente al di sotto della media 2011-2023. Il dato principale è che le precipitazioni sono state carenti su tutto l’arco alpino a novembre e attualmente il Po presenta un deficit del 67%, mentre la neve è caduta copiosa sugli Appennini, così come sul bacino del Tevere. Invece sull’Appennino Tosco-Emiliano e in Sicilia, rivela lo studio CIMA, i dati sono in linea con le medie stagionali. Insomma, la situazione è in divenire e sembra però che ci sia un cambio di orizzonte rispetto all’aprile 2024, quando fu riportato che il deficit di neve per il 2024 era stato colmato.