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Nomisma: la sostenibilità è un fattore per sei italiani su dieci che fanno la spesa
L’Unione europea negli ultimi tempi ha prodotto la discussa normativa sul packaging che ha spaccato ancora una volta l’opinione pubblica e i partiti del Vecchio Continente. E sebbene ce ne siano alcuni che non reputano importante la questione degli imballaggi, il recente Osservatorio Packaging del largo consumo curato da Nomisma rivela quanto la salute e la sostenibilità siano elementi decisivi e connessi tra loro. Per oltre il 60% degli italiani infatti la sostenibilità è un fattore quando si compone il carrello della spesa: per 2 italiani su 3 la confezione ha infatti un ruolo decisivo nelle scelte di bibite e cibo e per almeno il 50% è un aspetto fondamentale per rendere un prodotto più rispettoso per l’ambiente. Sempre l’Osservatorio sottolinea come i consumatori (45%) cerchino prodotti senza imballaggi, poi con confezione riciclabile o almeno biodegradabile.
La normativa Ue sugli imballaggi
Le preferenze degli italiani in tema di packaging sono sovrapponibili a quanto prodotto dall’Ue. In sostanza, meno imballaggi, meno rifiuti, assieme al bando deciso per alcuni tipi di prodotti dal 2030 in poi, tipo per la plastica monouso, ricordando che sono quasi 190 kg pro capite i rifiuti di imballaggio prodotti nel 2021: le stime Ue fissano in 209 kg entro il 2030 la produzione pro capite. E anche se sono in arrivo le elezioni europee e con il clima da campagna elettorale tutto può diventare strumento di propaganda, va ricordato che la normativa sul packaging Ue era uno dei pezzi fondamentali del Green Deal voluto da Ursula Von der Leyen sull’onda dei Fridays for Future ma ha dovuto fare i conti con la realpolitik, con le pressioni di governi e dei colossi del settore.