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L’aggiornamento del governo italiano al PNIEC su sollecitazione dell’Ue. Fratin: “Transizione realistica”.
Dal 30% al 40%: la soglia italiana per il tetto alle rinnovabili entro il 2030 sale. Questo è uno degli elementi fondamentali nell’elaborazione del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia Clima) del governo italiano negli ultimi giorni.
Si tratta di una proposta di aggiornamento al precedente piano – messo a punto tre anni fa – dopo che la Commissione europea aveva lanciato un appello ai paesi membri per l’aggiornamento, prima che una serie di eventi internazionali, compresa ovviamente la guerra ancora in corso in Ucraina, influissero sulle priorità collettive in termini di approvvigionamento energetico. La stessa Commissione Ue ha dovuto ammettere che le circostanze geopolitiche e le politiche in materia di energia e clima sono notevolmente mutate rispetto al periodo d’elaborazione dei PNIEC, con alcuni target che non possono assolutamente bastare. L’indicazione della Commissione Ue è accelerare forte sulla decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci, transizione ecologica e sicurezza energetica, ma secondo il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, si va verso una transizione “realistica”, quindi sostenibile per il tessuto economico italiano. Dunque, l’innalzamento della soglia dell’impiego di rinnovabili per il fabbisogno energetico è considerato realistico dal governo italiano.
La proposta di aggiornamento del PNIEC italiano è frutto del lavoro del MASE con il supporto operativo del GSE, di RSE per la parte energetica, dell’ISPRA per la parte ambientale e di Enea, PoliTo e PoliMi per la parte della ricerca e innovazione. La fase di scrittura è stata preceduta da una rapida raccolta di opinioni (20 giorni di consultazione pubblica), ora ci sarà la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) a Bruxelles. Il passaggio europeo permetterà di elaborare eventuali indicazioni da integrare nella versione definitiva, da approvare entro giugno 2024. Nel dettaglio, la quota di FER nei consumi elettrici è salita al 65% (era al 55%), quella su riscaldamento e raffrescamento al 37% (dal 33,9%), quella sui trasporti al 31% (era al 22%). Infine si fa riferimento al 42% di idrogeno da rinnovabili per gli usi industriali.