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Report Ue su rating imprese: il 70% delle aziende è attento ai temi Esg ma non mancano punti oscuri

Il 70% delle aziende europee si mostra attenta al tema della sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Ma ci sono anche criticità, come l’assenza di standard condivisi con cui valutare le performance delle aziende secondo i criteri Esg, oltre all’indisponibilità di enti e istituti a condividere le informazioni anche con sole finalità accademiche e di ricerca. Ma manca soprattutto un’entità pubblica che regoli e monitori le certificazioni rilasciate garantendo qualità e affidabilità delle informazioni Esg.

La ricerca “Rating Esg delle imprese, asserzioni etiche aziendali e percezione dei cittadini riguardo alle scelte green delle aziende” è un report voluto dall’Unione europea che individua alcuni punti di forza e diverse criticità emerse in fase preliminare sull’applicazione di standard e normative da parte delle aziende e non solo. L’obiettivo della ricerca è quello di intercettare punti di forza e di debolezza delle prassi delle aziende nell’attività di rendicontazione di sostenibilità, indagare la percezione della cittadinanza, approfondire gli aspetti sociali e formulare a survey per le aziende e le interviste semi-strutturate alle stesse.

Sono state coinvolte 100 aziende che hanno completato la survey, composta da 42 domande. Il 42% delle aziende ha richiesto di non citare il proprio brand. Per l’85% il tema della sostenibilità è guidato dal CdA, e per il 70% dei rispondenti l’azienda è attenta al tema. Il 62% dice  di avere un responsabile per i dossier di sostenibilità (di cui il 52,83% part time) mentre solo il 39% dispone di un consigliere delegato alla sostenibilità. Per il segmento di imprese con più di 500 dipendenti solo il 34% afferma che il rapporto è stato validato con external assurance. Poi, il 70% delle aziende ha spiegato che il lavoro di convalida di bilanci di sostenibilità da parte di società di certificazione si è basato sull’analisi di documenti prodotti dall’azienda stessa. Insomma, l’affidabilità delle informazioni è quantomeno dubbia. 

Tra i dati positivi invece c’è il 92% delle aziende che considera nelle proprie dichiarazioni aspetti significativi della governance e del sistema di gestione, oltre alle responsabilità sociali, della salute e della sicurezza, dell’ambiente e dell’etica aziendale. Un altro punto che emerge dal report specie sul contesto italiano riguarda la scarsa considerazione riservata dalle istituzioni alle piccole aziende che dispongono di minori risorse da investire nella raccolta delle informazioni necessarie ad allinearsi agli standard internazionali in materia. Una delle raccomandazioni dell’Ue è proprio l’importanza di supportare le piccole e microimprese nel loro impegno per la rendicontazione di sostenibilità e per l’ottenimento di rating Esg affidabili, accurati e credibili.

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