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Ci si deve assicurare contro incendi, alluvioni, frane, inondazioni. Lo impone il global warming

Fino a ora è stato un invito, un consiglio alle aziende di assicurarsi contro il rischio determinato dagli eventi climatici violenti. Ora invece è diventato un obbligo, che dovrebbe scattare alla fine dell’anno in corso, a cui dovranno sottostare le aziende italiane e quelle estere con una struttura in Italia. Insomma, ci si deve assicurare contro incendi, alluvioni, frane, inondazioni. Lo impone il global warming.

L’esempio di Unipol

Lo spiegava qualche tempo fa a SostenibileOggi.it Marisa Parmigiani, Head of sustainability and stakeholder management a Unipol Group: l’assicurabilità dei rischi e un piano di adattamento al climate change servono per ridurre i potenziali danni per le imprese, erogando in tempi brevi una somma che impedisce alla stessa azienda che ha subito il danno di uscire dal mercato, in considerazione dell’aumento sconsiderato di eventi ambientali avversi e dalle stime sull’aumento della temperatura media. Per questo motivo, secondo Parmigiani, le compagnie assicurative, per fare fronte alla sempre maggiore domanda di protezione dai fenomeni climatici, soprattutto da parte dei consumatori italiani, devono e possono reagire implementando strumenti innovativi e intelligenza artificiale oltre che aumentando la collaborazione con il pubblico. 

A questo parere tecnico si aggiunge ora il dato prodotto da Cerved e il gruppo MBS Consulting e SpazioDati, secondo cui l’esposizione potenziale massima delle assicurazioni arriva a 1,7 trilioni di euro, di cui un trilione fa riferimento a terreni e fabbricati. Sempre lo studio mostra che le PMI italiane con tetto a nove dipendenti continuano a non assicurarsi nella quasi totalità dei casi (lo ha fatto solo il 5,6) e il trend è simile per le aziende con 10-49 dipendenti mentre il quadro è diverso per le grandi aziende, dove ci si assicura in media nel 70-80% dei casi contro terremoti e alluvioni. 

Lo studio di Accenture sull’Italia 

Eppure l’analisi di qualche mese fa di Accenture non ha lasciato dubbi: l’Italia è il Paese più vulnerabile d’Europa, con un +35% rispetto alla media europea. Ma non basta per correre ad assicurarsi.

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