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Per il 63% delle aziende la grande preoccupazione è la gestione dei dati ESG

Il volume dei dati legati alla sostenibilità è in continua crescita e la preoccupazione principale, a quanto pare, delle aziende europee è come gestire e incanalare questo flusso di dati. Questo è quanto emerge dallo studio di Bloomberg, che ha interpellato imprese con sedi in diverse capitali finanziarie del Vecchio Continente. Dall’indagine è saltato fuori che il rispetto delle normative è il fattore più importante per la gestione dei dati ESG e per il 63% delle aziende oggetto del sondaggio è questa la grande preoccupazione. Un trend confermato poi nei fatti dalla preoccupazione con cui le aziende si sono avvicinate all’entrata in vigore di direttive come la  Corporate Sustainability Reporting (CSRDoppure al rinvio della direttiva sulla responsabilità delle aziende sull’inquinamento ambientale e sul rispetto delle norme sui diritti umani dei dipendenti lungo la catena del valore (CSDD)

Il valore delle direttive

E proprio la CSRD nell’Ue dovrebbe far lievitare in modo esponenziale il numero di dati messi a rendiconto dalle imprese. Il flusso di nuove informazioni ESG è la grande sfida per almeno quattro aziende europee su dieci. In questo senso sarà fondamentale per il 2024 e per gli anni a seguire l’uso dell’intelligenza artificiale per la gestione dei dati. Diversi colossi, tra cui Microsoft, che un paio di settimane fa ha reso noto di aver prodotto la sua piattaforma di sostenibilità, nota come Microsoft Cloud for Sustainability, con l’IA legata al processo di transizione, portando così gli utenti ad accedere velocemente ad analisi e dati ESG.

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