![]()
Secondo il sondaggio “What Directors Think”, l’85% degli amministratori preferisce il silenzio
Si è scritto tanto sull’inversione immediata, con percorso a ritroso anche dei milioni investiti per progetti inclusivi, dei colossi industriali e tecnologici americani a causa della scure di Donald Trump su tutto quanto è inclusione e diversità. A questo proposito, le aziende statunitensi evitano sempre più di prendere posizione su temi sociali e politici a causa delle possibili conseguenze in arrivo dalla Casa Bianca. Secondo il sondaggio “What Directors Think” condotto nell’autunno del 2024 da Corporate Board Member, Diligent e Fti Consulting, con intervista a più di 200 consiglieri di società quotate, quindi prima del successo di Trump ma con l’aria che spingeva l’ex tycoon, l’85% degli amministratori preferisce il silenzio e un numero in crescita di dirigenti aziendali preferiscono evitare dichiarazioni pubbliche controverse.
Il rischio di esprimersi sulle questioni sociali
I consigli di amministrazione percepiscono quindi da mesi un rischio significativo nell’esprimersi su questioni sociali. Dunque, non prendere posizione, meglio essere neutri che decisivi. Tutto questo perché negli ultimi due anni in diversi Stati repubblicani c’è stata una campagna radicata contro gli obiettivi ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci delle aziende, motivata dal principio – smentito dal mercato – secondo cui l’osservanza di questi criteri andasse contro il primo interesse di un’azienda, ossia produrre profitti. In questa logica nel corso degli scorsi mesi ci sono stati diversi cambi di strategia per giganti come BlackRock, che è passato in pochi anni dall’impegno al disimpegno sull’osservanza dei criteri ESG. Il più grande gestore patrimoniale a livello mondiale cinque anni fa collocava l’acronimo ESG in cima alle politiche societarie, poi ha infatti ulteriormente ridotto il suo sostegno alle proposte su temi sociali e ambientali dei suoi azionisti, passando dal 6,7% dello scorso anno ad appena il 4,1%, vedendosi ugualmente dare la caccia da diversi Stati repubblicani, l’ultimo della lista è il Texas.
La trasparenza sulla sostenibilità
Insomma, andarci piano con le proprie impressioni, soprattutto perché c’è il rischio di perdere la clientela per l’85% – dato era al 71% nel 2017, inoltre l’84% dei dirigenti aziendali ha scelto di astenersi da dichiarazioni pubbliche potenzialmente divisive e anche in questo caso c’è stato un incremento, stavolta del 20%. Dal report emerge anche che solo il 18% degli amministratori ritiene che il consiglio di amministrazione, come indicato sul report, debba spingere i leader aziendali a esprimersi liberamente e che appena il 9% dei Ceo abbia realmente preso posizione su un tema legato alla diversità, inclusione o uguaglianza. Secondo il report, otto aziende su dieci hanno implementato politiche tali da mettere la trasparenza da parte, a favore della gestione del rischio. Ossia, non si dà traccia di quanto l’azienda stessa faccia sotto il profilo della sostenibilità. Inoltre, molte aziende non hanno politiche strutturate o non le comunicano adeguatamente.