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Downing Street alza il livello di controllo su sette settori produttivi contro il greenwashing aziendale

Si chiama Transition Plan Taskforce (TPT) e sta mettendo in ansia alcuni settori produttivi britannici, tra cui quello bancario e delle aziende che producono combustibili fossili, obbligati a rendere conto al governo dei loro programmi sul Net Zero.  Il TPT è formato da un gruppo di esperti del ministero del tesoro (e da leader finanziari, ONG ed esperti del settore pubblico) che ha pubblicato una specie di cornice entro cui si possono muovere le aziende per lavorare nell’ambito degli standard climatici fissati dall’International Sustainability Standards Board, volti a reprimere il greenwashing aziendale. La guida aggiuntiva sarà pubblicata nel 2024 e comprenderà disposizioni sul Net Zero per circa 40 settori produttivi. Una bozza, lanciata a fine 2022, dispone che le aziende pubblichino un piano di transizione nel 2023 e poi un aggiornamento nel 2026, con ulteriori informazioni incluse nella rendicontazione finanziaria negli anni intermedi. Il TPT è stato lanciato lo scorso aprile dopo che l’allora cancelliere Rishi Sunak (ora primo ministro) aveva promesso alla Cop26 che i grandi emettitori avrebbero dovuto affrontare nuovi requisiti sulla condivisione dei loro piani e progressi net-zero dal 2023.

La Financial Conduct Authority (FCA) si consulterà nei prossimi mesi su un nuovo regolamento che riguarda le società quotate e le società finanziarie e si baserà sul quadro TPT esistente per creare il regolamento. Inoltre, il governo si è impegnato a consultarsi sull’estensione del requisito alle grandi società private, che non è regolamentato dalla FCA, quindi richiederà un emendamento al Companies Act, nella sua Green Finance Strategy pubblicata a marzo.

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