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Studio SumUp (fintech): i più danneggiati sono i commercianti del settore alimentare

Il climate change produce effetti diretti anche sull’economia. Non che non si sapesse, ma ci sono studi qualificati, come quello realizzato dall’Osservatorio Retail Sostenibile di SumUp (realtà del fintech dei pagamenti digitali) secondo cui il 30% dei commercianti ritiene di aver perso clientela e quindi visto ridimensionato il giro d’affari a causa dell’eccessiva ondata di caldo (con aumento del costo dell’energia), sebbene abbia provato – riferiscono – ad adeguarsi alla realtà climatica in variazione, adottando pratiche sostenibili: dalla riduzione della plastica negli imballaggi, all’attenzione al riciclo (comunque, una peculiarità italiana) e l’introduzione dei pagamenti digitali. Per il 24,1% dei commercianti interpellati dallo studio, il danno del climate change, se non è già arrivato, comunque arriverà. E sono i commercianti dell’alimentare a segnalare i cambiamenti più preoccupanti per il caldo, con la merce che si deteriora e ovviamente il caldo che incide sui raccolti

Il ruolo del business sostenibile

L’Osservatorio ha messo in evidenza che anche i clienti sono condizionati dal caldo anomalo, con la tendenza a perdere motivazione negli acquisti, oppure a farli online. Ma, come scritto in precedenza, i commercianti per cercare di non perdere il giro d’affari ulteriormente e adeguarsi al mood dettato dal clima, si sono impegnati (il 42,1%) a ridurre la plastica degli imballaggi, mentre il 36,8% ha introdotto la raccolta differenziata; poi, il 28,9% sceglie i prodotti di stagione, una buona fetta ha ridotto le importazioni, con spazio alle materie prime locali

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