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Pesa parecchio la mancanza di competenze in materia

Investimento sulle risorse umane, sulla modernizzazione delle infrastrutture e sul potenziamento della sicurezza informatica. Su questi tre punti gli oltre 2500 dirigenti di imprese – con almeno 250 dipendenti – interpellati da Cisco, concordano che rappresentano un passaggio importante per il potenziamento delle condizioni dell’azienda, così da usufruire al meglio dei vantaggi dell’intelligenza artificiale, che è considerata uno strumento essenziale per incrementare l’efficienza aziendale, per stimolare l’innovazione e così mettersi su un piano più alto dei competitor.  

La carenza di figure competenti

C’è però, rileva il sondaggio, una certa preoccupazione sul tema: quattro Ceo su cinque riconoscono i vantaggi dell’IA, ma pesa parecchio la mancanza di competenze in materia, che potrebbe ostacolare il processo decisionale e frenare le opportunità di crescita. Oltre sette dirigenti su dieci, secondo Cisco, temono di perdere competitività perché sono carenti le conoscenze IT e c’è il timore di un’infrastruttura di rete inadeguata.

Insomma, lo scenario è quello disegnato anche da altri studi nelle scorse settimane: l’IA serve, è un passaggio necessario, ma il passaggio richiede tempo, fondi e competenze. Il 96% si affida a dei partner di fiducia affinché le loro reti siano pronte per l’IA e due terzi dei leader aziendali hanno paura di perdere importanti opportunità, se non vi fossero investimenti adeguati in tecnologia: se questo non avvenisse, ci sarebbero maggiori costi operativi, un crollo nei profitti, una consequenziale riduzione della produttività e una graduale perdita di quote di mercato.

I rischi per i lavoratori

A proposito dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, su cui ha scritto un libro con Padre Benanti (teologo francescano esperto di bioetica, docente alla Pontificia Università Gregoriana, presidente del Comitato per l’intelligenza artificiale istituito presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, membro del Comitato sull’IA delle Nazioni Unite) dal titolo “Noi e la macchina: Un’etica per l’era digitaleSebastiano Maffettone, docente dell’Università Luiss di Roma ha detto a SostenibileOggi che: “metterà in pericolo diverse professioni, creando delle distanze sociali enormi, il digitale sostituirà i colletti bianchi, rischiano i notai, gli architetti, i bancari, ci saranno problemi di sostenibilità sociale”.

Tornando al sondaggio Cisco, la strada verso l’IA passa – nelle intenzioni dei dirigenti aziendali – attraverso l’investimento sulla formazione, sulla modernizzazione delle infrastrutture e sul potenziamento della cybersicurezza. E per arrivare al risultato, i CEO si affidano sempre di più a figure come CTO e CIO: otto dirigenti su dieci riconoscono il ruolo decisivo nello sviluppo delle strategie aziendali, con i leader tech che sono considerati come fattori per la crescita e l’innovazione.

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