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Dalla revisione del Pnrr sono stati eliminati 1,3 miliardi di euro per gli interventi sul territorio

Dove è finito il dissesto idrogeologico? Nel Pnrr non è più citato. Oltre all’inclusione del nuovo capitolo sul Repower EU che potrebbe portare vantaggi alle aziende energetiche controllate dallo Stato, il nuovo testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza toglie risorse per 15,9 miliardi e tra gli ambiti privati del finanziamento spicca la prevenzione del dissesto idrogeologico. 

Insomma, sono spariti i fondi per la prevenzione di alluvioni e disastri naturali ed è cresciuta la polemica. Il ministro per gli Affari Europei, Politiche di Coesione e Pnrr, Raffaele Fitto, ha assicurato che si troveranno fondi per il dissesto idrogeologico in altri fondi. Il ministro ha citato il Piano Nazionale Complementare al Pnrr, che è dotato di circa 30 miliardi con fondi nazionali e fondi europei delle politiche di coesione. Al momento, però, non c’è alcuna vera garanzia che le misure del Pnrr saranno davvero coperte da queste altre fonti di finanziamento.

Il Pnrr prevedeva 2,49 mld su questa misura (missione 2, componente 4, investimento 2.1), ora ne cancella 1,2 mld. Sono toccate entrambe le misure previste, la 2.1a e la 2.1b, ma in modo diverso. La misura 2.1a riguarda la prevenzione del dissesto idrogeologico tramite sia interventi strutturali che non strutturali, con l’obiettivo di mettere in sicurezza 1,5 mln di italiani che vive in zone a rischio. L’esecutivo sostiene che siano da rivedere perché sono precedenti all’entrata in vigore della riforma delle procedure per gli interventi sul dissesto idrogeologico, approvata a inizio 2022, che ha semplificato le procedure per finanziare gli interventi, rafforzato le strutture tecniche che supportano i commissari straordinari e migliorato l’operatività di Autorità di bacino e province. Inoltre il governo aggiunge che si tratta di progetti precedenti al varo del PNACC (Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico) che, dettaglio, non esiste ancora: il governo Meloni ha presentato una bozza a dicembre 2022, ora è in fase di consultazione pubblica. 

Sulla misura M2C4I2.1b, l’altra metà dei fondi per il dissesto idrogeologico, il governo non ha toccato i finanziamenti, ma propone di modificare la descrizione della tipologia di intervento e propone la riduzione del target finale nel testo della CID, che è l’allegato al Pnrr che descrive i traguardi, gli obiettivi, gli indicatori e le scadenze per l’attuazione del sostegno finanziario. 

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