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Bayer, GenZero e Shell lanciano modello tra misurazioni, reporting e verifica per i piccoli agricoltori

Tre colossi per ridurre le emissioni di metano durante il ciclo della coltivazione del riso. La società di scienze della vita Bayer, la piattaforma di investimento incentrata sulle soluzioni di decarbonizzazione GenZero e la controllata di Shell (Shell Energy India Private Limited) hanno annunciato il lancio di una nuova collaborazione volta ad affrontare la questione delle emissioni derivanti dalla produzione del cereale, che sarebbe responsabile, secondo gli ultimi studi, dell’11% di inquinamento da metano a livello globale, anche se le stime della Banca Mondiale lo accreditano intorno al 10% delle emissioni globali di metano. 

La rapida riduzione delle emissioni di metano è vista come una delle azioni a breve termine più efficaci che possano essere intraprese per contribuire a raggiungere l’obiettivo climatico globale di limitare l’aumento del riscaldamento nella soglia di 1,5 gradi. Dunque, si passa anche attraverso il metano, che è un gas serra estremamente potente, con un potere di riscaldamento pari a 80 volte quello della CO2.

La nuova collaborazione tra Bayer, GenZero e Shell mira a sviluppare un modello che mostri la scalabilità della riduzione delle emissioni di metano nella coltivazione del riso, attraverso un approccio proposto che utilizza meccanismi di misurazione, reporting e verifica (MRV) e che sia utilizzata la tecnologia di telerilevamento, prevedendo  formazione, supporto e guida per i piccoli agricoltori. 

Ulteriori benefici attesi dal programma includono il risparmio idrico, il miglioramento della salute del suolo e il miglioramento dei mezzi di sussistenza della comunità per i piccoli coltivatori di riso

Negli ultimi due anni, Bayer ha avviato un progetto pilota per il riso sostenibile in tutta l’India, iniziato incoraggiando i coltivatori di riso a passare alla bagnatura ed essiccazione alternativa (AWD), utilizzando inondazioni intermittenti anziché continue e al riso a semina diretta (DSR). che comporta nessuna operazione di trapianto e allagamenti molto limitati.

La coltivazione del riso ha parecchio risentito della crisi climatica, tra cambi repentini di temperatura, siccità, alluvioni e la salinizzazione delle falde idriche. Gli agricoltori, soprattutto nei paesi asiatici, stanno sperimentando nuovi calendari di semina, varietà più resistenti e tecniche per ridurre il suo impatto ambientale. In questo modo, sperano di salvare uno dei cereali più consumati al mondo. In Cina le piogge estreme hanno ridotto in modo consistente la resa del riso negli ultimi 20 anni. Dall’India al Pakistan, fino alla California, i dati sui raccolti degli ultimi anni sono preoccupanti. In Vietnam, a causa di anni di produzione intensiva e una gestione non lungimirante dell’acqua, si è prosciugato il fiume Mekong.

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