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Lo studio dell’Università di Bristol ipotizza la nascita di un supercontinente che potrebbe ospitare fino al 16% dei mammiferi
La deadline sarebbe già stata fissata. Entro 250 milioni di anni potrebbe esserci la parola fine sull’umanità. Estinzione di massa, sparizione di mammiferi e altre specie, è la cupa conclusione di uno studio realizzato da un team internazionale di scienziati, guidato da Alexander Farnsworth, dell’Università di Bristol (Regno Unito), e pubblicato sulla rivista Nature Geoscience. Il caldo estremo, conseguenza del climate change, è il fattore che avrebbe accelerato i tempi. Il team di scienziati ha applicato modelli climatici per simulare le tendenze di temperatura, vento, precipitazioni e umidità per il prossimo supercontinente – chiamato Pangea Ultima – che si prevede si formerà nei prossimi 250 milioni di anni e che potrebbe ospitare tra l’8 e il 16% dei mammiferi. Per stimare il livello futuro di CO2, sono stati utilizzati modelli di movimento tettonico delle placche, chimica e biologia oceanica per mappare gli input e gli output del biossido di carbonio. La ricerca presenta i primi modelli climatici del lontano futuro grazie ai supercomputer e dimostra come gli estremi climatici si intensificheranno quando i continenti finiranno per fondersi per formare un unico grande continente caldo, secco e in gran parte inabitabile.
Scienziati: destino segnato da aumento temperature fino a 50 gradi
Gli studiosi hanno previsto che le temperature aumenteranno ulteriormente man mano che il sole diventerà più luminoso, emetterà più energia e riscalderà la Terra. I processi tettonici che avvengono nella crosta terrestre e che portano alla formazione dei supercontinenti porterebbero anche a eruzioni vulcaniche più frequenti, con conseguente rilascio di anidride carbonica nell’atmosfera. Il risultato è il surriscaldamento del pianeta. I mammiferi, riferisce lo studio, si sono evoluti nella resistenza al freddo, meno al caldo, quindi l’esposizione prolungata al calore eccessivo sarà molto più difficile da superare e alla fine insostenibile.
Uno dei ricercatori ha spiegato: “Temperature diffuse comprese tra 40 e 50 gradi e temperature giornaliere estreme ancora più elevate, combinate con alti livelli di umidità, alla fine segnerebbero il nostro destino. Gli esseri umani – insieme a molte altre specie – morirebbero a causa della loro incapacità di sopravvivere“..