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Il Capo dell’Agenzia Spaziale Europea a Sostenibileoggi.it: “Con viaggi fuori atmosfera, cala inquinamento acustico”
L’aerospazio è uno dei settori più complessi da indirizzare verso la decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci. Una questione di costi, di dimensioni ma anche per le rigidità regolatorie rispetto all’apertura a nuove tecnologie per l’aviazione o, in generale, per il traffico aereo. La sola aviazione commerciale pesa il 2-3% delle emissioni globali di CO2 e nel quinquennio 2013-2018 queste sono cresciute del 32%. Entro il 2050 si attende un incremento delle stesse pari a 2,5 volte il livello raggiunto nel 2019 e, quindi, il raggiungimento di un peso pari al 22% delle emissioni globali.
Eppure, i margini ci sono tutti, in termini di sostenibilità. Secondo stime di Deloitte, entro il 2050 si potrebbero ridurre del 75% le emissioni dei voli a lungo raggio grazie all’utilizzo di carburanti alternativi e abbattere del 60% le emissioni dei velivoli leggeri e voli a corto raggio grazie all’utilizzo della propulsione elettrica. Ma per diffondere l’utilizzo di carburanti alternativi non fossili a basso impatto sul clima è dirimente una struttura di incentivi a favore sia delle compagnie aeree, sia delle società che producono e distribuiscono energia. Se consideriamo le emissioni generate durante l’uso dei velivoli (che da sole costituiscono il 70% delle emissioni totali) le novità che potrebbero fare la differenza sono design innovativi per aumentare l’efficienza nei consumi; motori a propulsione elettrica o a idrogeno; utilizzo di carburanti non fossili; sviluppo conseguente di infrastrutture a supporto dei carburanti non tradizionali; rivisitazione della gestione del traffico aereo.
Ma non tutto funziona come sembra: “Anche i voli che avvengono nei pressi dell’atmosfera sono ancora inquinanti, anche quelli con propellenti a idrogeno. È vero che si verifica solo la produzione di acqua, ma la stessa acqua può restare imprigionata nell’atmosfera, con difficoltà di smaltimento e questo costituisce un danno per l’ambiente”, spiega a SostenibileOggi.it il Capo del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Tommaso Ghidini, a margine del Simposio internazionale sulla capacità ipersonica organizzato recentemente dall’Accademia Aeronautica Militare nella base di Pozzuoli, a Napoli.
Dunque, le potenzialità ci sono, così come i rischi, dettati dalla crescita tecnologica. E tra le varie soluzioni per coniugare le esigenze di sostenibilità con la crescita del settore aerospaziale c’è quella dei voli al di fuori dell’atmosfera, sviluppando le capacità ipersoniche. “L’ipersonico e in generale l’aerospazio sono strettamente connessi alla sostenibilità”, continua Ghidini, “I velivoli che offrono l’opzione di viaggiare fuori dall’atmosfera va cavalcata, a quel punto l’inquinamento acustico è ridotto, tra l’altro e gli eventuali elementi inquinanti restano all’esterno dell’atmosfera”.