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Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC): più consumi elettrici, più bollette care

Più emissioni, meno uguaglianze. L’equazione decisamente non torna: il ricorso all’aria condizionata è stato frequente nel corso dell’estate a causa del rimbalzo verso l’alto della temperatura globale. Entro il 2050, quando la neutralità carbonica dovrebbe essere realtà, la percentuale di popolazione mondiale che usa i condizionatori potrebbe crescere fino a quasi il 50%, mentre oggi è la soluzione per ricorrere al fresco per il 27%, con un potenziale, come evidenziato in precedenza, che si colloca in una forbice tra il 33% e il 48%. Così, inevitabilmente, aumenterebbero le emissioni dell’aria condizionata, almeno più del doppio, come descritto da uno studio dell’Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC), ossia Inequalities in global residential cooling energy use to 2050, pubblicato su Nature Communications. Più consumi elettrici significano anche bollette più care: l’impatto energetico sarà quindi elevato sui Paesi con meno mezzi economici.

Sull’utilizzo dei sistemi di raffreddamento si è discusso alla COP28 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), dove è stato stabilito l’obiettivo di -68% delle emissioni entro il 2050, avvicinandosi entro la fine del decennio a sistemi sostenibili.

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