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A Benevento il primo edificio europeo alimentato a idrogeno. Direttore STRESS: “Guardare a chi produce Pil e lavoro”

Produzione di energia rinnovabile da fonte solare e geotermica, installazione di una cella a combustibile (fuel cell) alimentata al 100% da idrogeno per la produzione combinata di energia elettrica e calore necessari a soddisfare le richieste energetiche di un intero edificio. Nell’Italia che non si segnala al momento tra i paesi europei più pronti a cogliere la rivoluzione dell’idrogeno verde, c’è il fiore all’occhiello delle costruzioni green. Se la Scozia nel 2020 è stata apripista nella sperimentazione dell’idrogeno ecologico come fonte di alimentazione per i sistemi di riscaldamento domestico, il primo appartamento su scala reale e poi un edificio alimentati a idrogeno puro sono stati realizzati nel nostro paese.

Quattro anni fa è stato ideato e prodotto il primo esemplare di abitazione a idrogeno, in una valle dell’Alto Adige: una casa autosufficiente sul piano energetico in grado di produrre energia green, immagazzinata sotto forma di idrogeno per coprire il fabbisogno annuo. L’elemento innovativo e centrale è rappresentato dallo stoccaggio dell’idrogeno: otto bombole da 100 kg capaci di immagazzinare circa un chilo di idrogeno con un contenuto energetico di 33 kWh.

A Benevento si è andato oltre: la scorsa estate è stata inaugurata la Casa dello Studente, un edificio residenziale ad energia quasi zero (nZEB – nearly Zero Energy Building), poi diventato un edificio H-ZEB (Hydrogen Zero Emission Building) arricchendosi di nuove tecnologie che traguardano la transizione energetica attraverso l’utilizzo dell’idrogeno puro. La costruzione di un edificio che si alimenta esclusivamente a idrogeno ha raccolto l’attenzione dei media europei. Il progetto è stato realizzato dal Consorzio STRESS (Distretto ad alta tecnologia per le costruzioni sostenibili) e dall’Università del Sannio come intervento dimostratore in scala reale del progetto di ricerca SMART CASE “Soluzioni innovative multifunzionali per l’ottimizzazione dei consumi di energia primaria e della vivibilità indoor nel sistema edilizio”.

Le tecnologie dell’idrogeno possono aumentare l’efficienza energetica e favorire la decarbonizzazione del costruito”, racconta a SostenibileOggi il direttore di STRESS, Ennio Rubino, “La Clean Hydrogen European Alliance ha istituito fra vari tavoli di lavoro uno sugli edifici pubblici per installare impianti a idrogeno. Bisogna guardare con particolare attenzione a chi genera Pil e lavoro. Le imprese, chi fa ricerca e la pubblica amministrazione devono essere a supporto per accelerare l’utilizzo di questo vettore energetico che più propriamente chiamerei vettore di sostenibilità quello di cui il pianeta ha bisogno”.

La realizzazione della Casa dello Studente con alimentazione esclusiva a idrogeno puro è stata resa possibile grazie alla collaborazione nata nell’ambito dell’Associazione Italiana per l’Idrogeno e Celle a Combustibile – H2IT fra Stress e l’azienda italiana Solid Power SpA e che ha trovato sbocco applicativo presso l’edificio dimostratore dell’Università del Sannio. 

L’edificio sperimentale di Benevento è diventato una palestra tecnologica per lo sviluppo ed il testing delle tecnologie dell’idrogeno in grado di rispondere alle particolari esigenze del settore residenziale. L’edificio è inoltre un Living Lab essendo completamente monitorato, attraverso le più avanzate tecnologie domotiche, con l’obiettivo di individuare in real time sia le prestazioni che le criticità, con l’obiettivo sia di favorire l’accettabilità sociale delle tecnologie dell’idrogeno con riferimento agli aspetti di sicurezza e ai benefici ambientali sia di formare nuove figure professionali sulle tematiche energetiche.

Continuiamo nell’opera di valorizzazione dell’NZEB oggi HZEB che svolge il duplice ruolo di laboratorio tecnologico ed edificio reale e vissuto”, continua il presidente del Consorzio STRESS, “Un qualcosa con caratteristiche di unicità in quanto attrezzato in termini di sensoristica, acquisizione dati e di tecnologie energetiche utilizzate cito fotovoltaico e geotermia, quel mix di tecnologie e di vettori energetici di cui oggi tanto si parla per superare la crisi energetica. Abbiamo creato un’opportunità per il territorio e ne siamo orgogliosi”.

Il presidente del Consorzio STRESS commenta anche la creazione, avvenuta qualche mese fa, della Banca europea dell’idrogeno, da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con investimenti previsti da oltre tre miliardi di euro sull’idrogeno verde. “E’ stato un passo in avanti importante, l’istituzione di questa banca era fondamentale per colmare il divario tra la produzione di energia da combustibili fossili e la produzione di energia elettrica, attraverso l’uso dell’idrogeno, dobbiamo ricordare a tutti che non inquina e che è quella la strada da percorrere“.

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