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Riduzione di emissioni di carbonio dal 30% al 40% entro il 2030. Ispra: produzione in salita in Italia nel 2022

Arrivano nuove regole dall’Unione europea sulle emissioni di gas serra. Dal 16 maggio è alzato l’obiettivo fissato di riduzione di CO2 entro il 2030: dal 30% al 40% delle emissioni prodotte nel 2005. Il provvedimento varato dall’Ue si applica alle emissioni di gas serra prodotte dalle categorie di fonti IPCC “energia”, “processi industriali e uso dei prodotti”, “agricoltura” e “rifiuti”. L’innalzamento della quota di riduzione delle emissioni è un’urgenza, secondo Bruxelles.

E una conferma del pericolo arriva dal report pubblicato dall’Ispra (Istituto superiore di ricerca ambientale) ad aprile, secondo cui la produzione di CO2 in Italia nel 2022 ha ripreso a correre, dopo il taglio delle emissioni nel 2020 dovuto alla pandemia: crescita annua dell’8,5%, superato di molto il target, 11 milioni di tonnellate in più degli obiettivi stabiliti: «Le emissioni risultano di 11 milioni di tonnellate al di sopra dell’obiettivo stabilito per il 2021». Un trend in ascesa  anche nel corso del 2022. Sempre l’Ispra nel suo report definisce insufficienti gli sforzi per la decarbonizzazione. A fine 2021 le emissioni italiane erano diminuite di quasi il 20% rispetto al 1990, l’Ue impone di arrivare a -55% entro il 2030. L’Ispra parla di “scenari poco promettenti”, tanto che secondo gli obiettivi proposti dalla Commissione europea, al 2030 le emissioni effort sharing di gas serra dovrebbero ridursi del 43,7% rispetto ai livelli del 2005. In Italia la riduzione è quantificata al 30%. C’è bisogno, secondo l’Ispra, di un’immediata inversione di tendenza per rispettare gli impegni assunti con l’Ue entro sette anni. Per contenere le emissioni di gas serra e limitare così la crisi climatica in corso, occorrerà agire trasversalmente su tutti i settori economici: il 5% delle emissioni di CO2eq arriva dalla gestione rifiuti, il 7% dall’industria, l’8% dall’agricoltura, l’80% da energia, compresa la climatizzazione degli edifici, e trasporti, ovvero il settore (24,7% delle emissioni di gas serra nazionali) che più ha inciso nel pacchetto energia. 

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