Tempo di lettura: 2 minuti

Loading

Studio Workiwa: il 94% delle aziende europee si adopera per aderire alle pratiche dettate dalla direttiva

E’ diventata una parola d’ordine da mandare a memoria per le aziende europee alle prese con il percorso verso la sostenibilità ambientale, sociale, di governance. La CSRD, (Corporate Sustainability Reporting Directive), approvata a novembre dal Parlamento europeo e che dovrà essere recepita entro 18 mesi dai paesi membri dell’Unione europea: il cambio di passo nel rapporto tra le imprese e la sostenibilità. In pratica, la dichiarazione di sostenibilità ambientale sarà equiparata a quella finanziaria. Obblighi di trasparenza più dettagliati sull’ambiente, oltre che sui diritti umani e standard sociali. Le imprese europee obbligate a rendere pubblici i dati sul loro impatto ambientale, sociale e sui rischi di sostenibilità a cui sono esposte con l’obiettivo di ridurre il fenomeno del greenwashing e creare il terreno fertile per far nascere standard di rendicontazione di sostenibilità trasparenti.

Secondo il rapporto Annual Reporting Barometer 2023: Facing up to the CSRD di Workiva, che è una piattaforma cloud che offre soluzioni per la compilazione dei report integrati, il 94% delle imprese del Vecchio Continente si sta adoperando per aderire a pratiche conformi alla direttiva CSRD. 

Dall’analisi di Workiva (su 500 dirigenti finanziari responsabili del reporting aziendale in società quote in borsa, distribuite in 14 mercati europei) emerge che i team che si occupano di rendicontazione nelle aziende stanno integrando le informazioni per redigere i bilanci ai sensi della CSRD, ma continuano a mantenere separate le analisi finanziarie da quelle di sostenibilità, rischiando di sottovalutare le reali richieste della direttiva e il carico di lavoro che dovranno sostenere prima della scadenza. Inoltre, per il 77% delle aziende intervistate l’Esg esercita un’influenza moderata o rilevante sulle loro strategie di reporting annuale. Il 59% degli intervistati tra quelli che non sono tenuti a rispettare la direttiva CSRD sta comunque pensando di farlo volontariamente.

La direttiva chiede alle imprese di integrare le informazioni finanziarie e quelle di sostenibilità nei loro report annuali: solamente il 10% segue questo dettame e la stessa porzione di intervistati lavora per migliorare le relazioni tra finanza e rischio.

Articoli correlati