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L’asse si è spostato di 80 centimetri tra il 1992 e il 2010. L’uso intensivo di acqua incide anche su innalzamento del livello del mare
Il consumo di acqua, anzi lo sfruttamento intensivo dell’acqua è stato così incidente da determinare lo spostamento dell’asse di rotazione del pianeta di circa 80 centimetri. Uno spostamento che è andato a incidere anche sull’incremento del livello dei mari. E’ quanto emerso dall’analisi dell’American Geophysical Union (AGU) pubblicata su Geophysical Research Letters, secondo cui tra il 1992 e 2010, i prelievi idrici e la conseguente ridistribuzione della massa terrestre hanno spostato l’asse di rotazione della Terra. In meno di 20 anni è stata utiizzata così tanta acqua di falda da far spostare l’asse di rotazione della Terra di quasi 80 centimetri. Gli scienziati hanno usato un modello della Terra che simula variazioni della rotazione del Pianeta in base ai cambiamenti delle calotte glaciali e dei prelievi di acqua di falda: i primi sono misurabili, è complesso invece calcolare esattamente la quantità delle acque sotterranee prelevate. Per rispettare sia i cambiamenti delle calotte glaciali sia la variazione osservata nell’asse terrestre, si è calcolato che l’acqua prelevata nell’arco di tempo considerato dovrebbe essere di 2150 miliardi di tonnellate.
“Il polo di rotazione della Terra cambia molto”, ha spiegato Ki-Weon Seo, geofisico della Seoul National University che ha guidato lo studio. “Il nostro studio dimostra che tra le cause legate al clima, la ridistribuzione delle acque sotterranee ha in realtà il maggiore impatto sulla deriva del polo rotazionale”. Viene spiegata anche la dinamica: il consumo umano di acqua si basa sia sullo sfruttamento delle acque superficiali (fiumi e laghi), sia sull’acqua di falda, che a sua volta è stoccata sotto il livello del terreno e quindi con il prelievo, è spostata altrove. Questo spostamento di grandi riserve d’acqua ha determinato un cambiamento nella distribuzione della massa e di conseguenza ha un impatto sulla rotazione della Terra. L’uso intensivo dell’acqua non ha prodotto solo lo spostamento dell’asse terrestre, ma anche l’aumento di sei millimetri del livello del mare a livello globale.