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L’estensione dei ghiacciai è al livello più basso degli ultimi 45 anni

Gli allarmi sulle condizioni dei ghiacciai all’Antartide sono ormai frequenti. Stavolta l’estensione del ghiaccio marino antartico ha toccato un altro, preoccupante, minimo storico scendendo, per il secondo anno consecutivo, al livello più basso degli ultimi 45 anni con un’area inferiore a due milioni di km2. 

Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Ocean Land Atmosphere Research, condotto da un team di scienziati dell’Ocean-Land-Atmosphere Research (OLAR) e della State University of New York.

Analizzando le immagini e i dati delle osservazioni satellitari, i ricercatori hanno potuto stabilire le dinamiche che guidano la fusione del ghiaccio e seguire le tappe che negli ultimi mesi hanno portato a questo nuovo record negativo. Un dato che solleva la questione se questo nuovo minimo rappresenti un’anomalia occasionale o la spia di una transizione verso un declino a lungo termine.

Il ghiaccio marino presente nell’Oceano Antartico, spiegano gli scienziati, mostra una grande variabilità sia a livello stagionale sia di anno in anno. Il 21 febbraio 2023, l’estensione del ghiaccio marino antartico ha raggiunto il suo minimo stagionale di 1,788 milioni di chilometri quadrati, stabilendo un nuovo minimo storico in 45 anni. Gli scienziati sono allarmati perché è stato superato il precedente minimo storico di 1,924 milioni di km2 del 2022. Poi ci sono state le ondate di caldo nell’Antartide orientale e nelle aree costiere, con l’estensione del ghiaccio ben al di sotto degli standard nella scorsa estate. A dicembre poi il declino del ghiaccio marino a dicembre è stato tanto accelerato da portare alla seconda più bassa estensione mai registrata nell’ultimo mese dell’anno. Accelerazione che si è protratta a gennaio e febbraio 2023.

Diversi sono i fattori atmosferici associati a modalità di variabilità climatica che, secondo gli studiosi, potrebbero aver contribuito al nuovo record minimo del 2023. La riduzione significativa del ghiaccio provocherebbe un impatto profondo sul clima e sull’ecosistema locale, influenzando la stabilità delle piattaforme di ghiaccio e della catena alimentare e la popolazione della fauna selvatica.

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