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L’ex ministro a SostenibileOggi.it “È utile, la realtà della disabilità sta cambiando e servono nuove figure professionali”

L’istituzione di un Garante, per accelerare e rendere concreta la voglia di avere più voce in capitolo delle persone con disabilità. Pochi giorni fa è arrivato il via in Consiglio dei Ministri al Garante per le persone con disabilità. Una figura voluta dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, e che ha visto l’ex ministro della Famiglia del governo Berlusconi, Antonio Guidi, tra i relatori della maggioranza di governo. Il Garante entrerà nel pieno delle sue funzioni a partire da gennaio 2025. “Sono stato relatore del testo, è una figura istituita per aumentare l’ascolto e la decisionalità sulla disabilità. Dobbiamo dirci le cose come stanno, credo che se tutto funzionasse come vorremmo non ci sarebbe bisogno di creare nuove realtà di garanzia; esistono le leggi, una serie infinita di associazioni, un ministero per la disabilità. Può sembrare davvero un simbolo di impotenza e un qualcosa che possa completare le cose, ma per come è stato proposto, può essere invece utile, con i suoi uffici e le sue diramazioni, anche perché dopo il Covid la realtà della disabilità sta cambiando e servono nuove figure professionali, per ascolto, interazione e soluzione”, racconta l’ex ministro Guidi a SostenibileOggi.it. 

Le priorità del Garante

In Italia gli affetti da disabilità, secondo le stime dell’Istat, sono intorno ai tre milioni. “Credo che se si crea la giusta armonia tra le strutture di garanzia e gli italiani, il Garante dovrebbe essere uno strumento estremamente utile, che non sostituisce le inadempienze del passato in tema di disabilità, ma che acceleri e concretizzi la voglia di avere più voce in capitolo dei disabili”. Secondo quanto stabilito nel testo passato in CdM, il 30 settembre di ogni anno dal Garante arriverà una relazione sull’attività svolta alle Camere e al Presidente del Consiglio. Dal 2025 il Garante sarà dotato di “poteri autonomi di organizzazione, con indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica”, mentre per quanto riguarda la struttura organizzativa si dispone un organo collegiale da tre persone: il presidente e due componenti dal mondo della tutela e promozione dei diritti umani. Dall’anno successivo, l’ufficio del Garante sarà organizzato così:  due dirigenti e venti operatori, assunti con concorso pubblico. “Ci sono alcune priorità da trattare, – aggiunge Guidi – per esempio che sia rispettata l’applicazione del palinsesto legislativo costruito nei decenni, a partire dalla legge 104, a favore delle persone con disabilità e poi che siano messe in campo delle campagne educative, partendo dalle realtà territoriali come le scuole, per abbattere tanti pregiudizi che costituiscono la barriera socio-culturale per gli affetti dalla disabilità.”

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