![]()
Al Forum PA 2026 il responsabile dell’Area Digital Processes & UX Design racconta come “Inps per i giovani” ha invertito il paradigma della comunicazione pubblica. Il primo anno: tre milioni di visite e un visitatore su cinque che diventa utente
“Comunichiamo ai giovani nel modo in cui capiscono, sui canali che frequentano, con la loro lingua”. Giacomo Grassi sintetizza così la mossa che ha spostato l’Inps dal registro istituzionale a quello generazionale. L’obiettivo, spiega, è “diventare rilevanti e accessibili”, perché solo a quel punto “possiamo parlare alle loro esigenze e ai loro bisogni”.
Grassi (Inps): “Invertiamo il paradigma”
Dietro la formula c’è un’analisi precisa. “Il progetto nasce dall’intuizione della nostra leadership, che ha colto un gap”, racconta il responsabile dell’Area Digital Processes & UX Design della Direzione centrale Comunicazione di Inps. “La PA comunica in modo tradizionale: annuncia, per esempio, che è nato un nuovo servizio. Ma che le nuove generazioni capiscano che quel servizio è destinato a loro, utile, e che le riguarda, è tutto da dimostrare”. Da qui la scelta di “invertire il paradigma di comunicazione”.
Una delle traduzione operativa del welfare generativo che i vertici dell’Istituto portano al Forum PA 2026: un INPS non più solo erogatore di prestazioni, ma partner attivo delle nuove generazioni. Inps per i Giovani, lanciato nel giugno 2025 con il claim “Insieme per il tuo futuro” e rivolto alla fascia 18-34, è il banco di prova. E i numeri del primo anno dicono che l’inversione ha funzionato.
I numeri
Il progetto costruisce un ecosistema integrato: fisico, digitale, social. Tre milioni di visite complessive alla landing dedicata; 730 mila generate dai canali istituzionali, con l’app in testa; 1,6 milioni tra visualizzazioni e interazioni sui social, tra caroselli, stories, quiz, sondaggi e content creator. Persino il mondo fisico produce traffico digitale: oltre 15 mila accessi nascono dai QR code stampati su roll-up, flyer, poster, buste e lettere.
Circa il 20% di chi atterra sulla landing prosegue fino all’area personale. Quasi un visitatore su cinque varca la soglia che separa il curioso dall’utente registrato e per un Istituto che molti di quei ragazzi non conosceva ancora, è ciò che trasforma una campagna di awareness in un effetto concreto di ingaggio. Giovani intercettati, portati sui canali digitali e, dettaglio tutt’altro che secondario, resi raggiungibili per le iniziative future, di comunicazione e di servizio.
Le carte da gioco e il salto culturale
Il capitolo più inatteso porta la firma di un format da fiera del fumetto: le carte da gioco INPS, realizzate per Lucca Comics & Games, che hanno acceso un’attenzione mediatica che nessun comunicato avrebbe ottenuto. È il segnale del salto vero, cambiare tono prima ancora che canale. Perché agganciare un ventenne al tema previdenza, oggi, è esercizio di sostenibilità non meno della tenuta dei conti. Il primo anello di un patto che, per reggere nel tempo, deve cominciare a parlare presto e meglio.