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La fedeltà dei donatori resiste alle crisi globali, ma per le organizzazioni che difendono i diritti umani diventa sempre più difficile tenere il passo con l’aumento dei costi e delle emergenze
Mentre i conflitti si moltiplicano, le leadership autoritarie guadagnano spazio e le organizzazioni della società civile sono chiamate a intervenire su un numero crescente di emergenze, arriva un segnale che va in controtendenza rispetto a molte aspettative. I cittadini continuano a sostenere le organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani. In alcuni casi, aumentano persino il proprio contributo.
È una delle riflessioni emerse dal confronto con Laura Bonomi, responsabile attività di raccolta fondi e filantropia di Amnesty International Italia, incontrata al Festival del Fundraising di Riccione, appuntamento di riferimento per il Terzo Settore europeo che vede SostenibileOggi tra i media partner.
Amnesty International al Festival del Fundraising: un investimento sulla crescita
“Amnesty International partecipa da sempre al Festival del Fundraising perché la nostra sostenibilità economica si basa sui donatori privati. Crescere, formarci e migliorare costantemente nella raccolta fondi è per noi assolutamente vitale”, spiega Bonomi. L’approccio dell’organizzazione è quello di utilizzare il Festival come un percorso di aggiornamento continuo, coinvolgendo ogni anno professionalità e competenze differenti. “Partecipiamo ogni anno con aree diverse dell’organizzazione, proprio per garantire una crescita omogenea”, aggiunge.
Cresce la pressione sui diritti umani
L’analisi di Bonomi si allarga rapidamente al contesto globale, segnato da una crescente instabilità politica e sociale: “Stiamo vivendo uno dei momenti più complicati degli ultimi anni da molti punti di vista. Assistiamo alla proliferazione di crisi simultanee e di crisi strettamente legate ai diritti umani”.
Secondo Amnesty International, tra i fenomeni più rilevanti emerge “la crescita di comportamenti autoritari da parte delle leadership. Questi fenomeni si traducono in conflitti, ma anche nella repressione della mobilitazione della società civile, e questo accade sempre più spesso anche all’interno di contesti democratici”. Uno scenario che contribuisce ad alimentare una crescente polarizzazione dell’opinione pubblica, ma che al tempo stesso sembra aumentare la consapevolezza di una parte della cittadinanza.
Cresce la consapevolezza
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare in una fase caratterizzata da incertezza economica e instabilità internazionale, Amnesty International non registra una riduzione dell’impegno dei propri sostenitori. “Quello che osserviamo – racconta Bonomi – è una forte fedeltà da parte dei donatori che già sostengono l’organizzazione. Anzi, vediamo una crescita del contributo economico e una crescente consapevolezza della necessità di intervenire”.
Per Bonomi si tratta di un dato particolarmente significativo perché arriva in un contesto economico tutt’altro che favorevole: “Diversamente da quello che si potrebbe pensare, la risposta della raccolta fondi non è necessariamente negativa. Molte persone comprendono l’urgenza delle sfide che abbiamo di fronte e scelgono di continuare a sostenerci”. Un fenomeno che conferma come il sostegno alle cause sociali e ai diritti umani non dipenda esclusivamente dalla disponibilità economica, ma anche dalla percezione della rilevanza delle questioni in gioco.
Le criticità
Se il fronte delle donazioni mostra segnali incoraggianti, le difficoltà emergono però su un altro versante: quello dei costi operativi. “Le organizzazioni oggi sono chiamate a rispondere a molte emergenze contemporaneamente – osserva la responsabile – Anche quando la raccolta fondi cresce, spesso non riesce a sostenere tutti gli investimenti necessari per lavorare su più fronti”.
A questo si aggiungono gli effetti dell’inflazione e dell’aumento generalizzato dei costi, che incidono sia sulle persone sia sulle organizzazioni: “Non dobbiamo dimenticare che molte delle crisi che stiamo vivendo hanno effetti significativi sull’economia delle famiglie e delle persone. Fenomeni come l’aumento dei costi e dell’inflazione finiscono per erodere anche la capacità di investimento e di intervento delle organizzazioni”.
“La criticità – è la conclusione – riguarda soprattutto l’aumento dei costi che dobbiamo sostenere. Questo significa dover aumentare la velocità della raccolta fondi mentre le risorse disponibili per investire vengono progressivamente ridotte dall’aumento dei costi”.
Una dinamica che interessa Amnesty International ma che riguarda, più in generale, gran parte del Terzo Settore. In un contesto caratterizzato da crisi multiple e crescente domanda di intervento sociale, la sostenibilità delle organizzazioni passa sempre più dalla capacità di coniugare fiducia dei donatori, efficienza operativa e capacità di adattamento a scenari in continua evoluzione.