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Ne parla a Sostenibile Oggi Nicola Gatti, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano
L’evoluzione del mercato dell’energia a livello mondiale e l’impatto sull’uso dell’Intelligenza Artificiale: ne parla a SostenibileOggi Nicola Gatti, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano.
Si usa l’IA e cresce a dismisura l’uso dell’energia al punto che negli Usa si tengono accese le centrali a carbone per mantenere il fabbisogno energetico.
Il mercato della produzione e dell’energia a livello mondiale è in evoluzione e non riguarda ovviamente solo l’IA; si va verso la mobilità elettrica dal 2035 e quanto peserà IA è difficile da dire, non lo sanno nemmeno gli attori protagonisti. Ora è chiaro a tutti che servono strumenti di computazione più leggeri, modelli più leggibili, sostenibili, ma non si sa cosa accadrà. Tutti useranno più energia, tutti vorranno energia per la mobilità, per i calcoli, ma l’energia sarà limitata. L’Ue vuole vendere dal 2025 solo auto elettriche ma non ha idea di come farle circolare e non dispone di tutta questa energia. Buona parte dell’energia andrà sull’IA, la grande domanda è se migliorerà l’impatto energetico.
Come si affronta questo processo?
Non tutti gli strumenti di IA richiedono lo stesso quantitativo di energia. Serve per esempio tantissima energia in fase di training per strumenti come ChatGpt, ma è errato mettere tutto sotto questo cappello, così passa l’idea che si possa usare l’IA solo disponendo di miliardi di euro da mettere sul fabbisogno energetico e non è così.
Spieghiamolo.
Tutto quello che era l’IA precedente non era legata a un uso intensivo di energia. Prima di ChatGpt c’erano strumenti su analisi di dati che non chiedevano energia come ChatGpt. Dal punto di vista aziendale si è lavorato su analytics, estrazione dati, profilazione di utenti, commercio, finance, marketing, logistica, machine learning su analytics e su questi elementi non si sono utilizzate quantità di energie infinite, anche ora si possono ottenere grandi vantaggi su cose che girano anche su un PC portatile, che pesano relativamente poco dal punto di vista energetico. Poi invece esiste il mondo che lavora con quantità di dati enormi e servono strumenti come ChatGpt.
Che scenario si presenta per l’Italia?
Si deve valutare, a proposito del rapporto tra IA e uso dell’energia per sostenerla, con che tipo di aziende si ha a che fare. Un centro di supercalcolo non funziona per le PMI italiane, è un racconto non veritiero ma anche dannoso per le aziende che non solo non dispongono delle risorse necessarie ma probabilmente non ne hanno neppure bisogno. Inoltre, la questione è anche chi lo adopera come sistema. Un conto è chi gioca con ChatGpt per un mese, tipo un utilizzatore medio, non professionale, che poi non avrebbe motivo per continuare a usarlo. Dal punto di vista aziendale, posso dire che nell’arco di un anno ci saranno un sacco di applicazioni in grado di usare strumenti di IA e le aziende si stanno adeguando.