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“Contro l’uso intensivo dell’IA l’antidoto è non perdere la propria anima”
Il rapporto tra intelligenza artificiale e la cultura, l’impegno delle istituzioni culturali sul rispetto dell’ambiente. Sono alcuni degli aspetti del report “Io Sono Cultura”, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Deloitte e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, in collaborazione con l’Istituto di Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo e Fornasetti. Il fondatore di Symbola, ambientalista e politico, Ermete Realacci, parla a Sostenibile Oggi della centralità della cultura come motore di innovazione sociale ed economica che è alla base dello studio, giunto alla 14esima edizione, in cui si raccontano i cambiamenti e l’evoluzione delle filiere culturali e creative in Italia, anche dal punto di vista della sostenibilità.
Nel report si fa riferimento al futuro per i settori creativi e culturali in Europa. Come farà la cultura a evitare l’abuso di intelligenza artificiale?
L’antidoto è non perdere la propria anima. La cura naturale contro l’uso intensivo dell’AI è difendere il saper fare degli artigiani italiani, tutelando non solo l’artigianato manuale ma anche come forma di relazione con il cambiamento della realtà. La capacità di Renzo Piano, per esempio, non è replicabile attraverso l’uso delle nuove tecnologie, ma dato che non si può certo fermare l’innovazione, va usata a fin di bene.
Come si trova equilibrio tra innovazione ed etica?
Inserirei nel sottile equilibrio da utilizzare anche l’estetica, ricordando che l’Italia ha la capacità di produrre cose belle che piacciono al mondo, ma la vera domanda è questa: la bellezza è davvero replicabile da una macchina? Penso di no ed è ovviamente anche un augurio. Spero non accada.
Cosa stanno facendo le istituzioni culturali sull’impatto ambientale?
Il dato interessante che emerge anche da “Io sono Cultura” è che in realtà le imprese che sono più impegnate in questi settori, nell’uso della cultura, nella valorizzazione dei rapporti con i territori o che nell’attenzione alla transizione green, sono poi quelle che vanno meglio. Sulla green economyGreen economy La green economy è un sistema economico che mira alla riduzione dei rischi ambientali e alla scarsità ecologica, e che punta a un benessere sostenibile attraverso l'efficienza energetica, la riduzione dell'inquinamento e la conservazione delle risorse naturali. Approfondisci ci punta il 40% del manifatturiero italiano, inoltre l’Italia è leader Ue nell’economia circolareEconomia circolare L'economia circolare è un modello economico che promuove la riduzione degli sprechi e l'uso efficiente delle risorse attraverso il riutilizzo, la riparazione, il rinnovamento e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti. Approfondisci per il recupero dei materiali ma questo fenomeno non è certo figlio di politiche lungimiranti negli anni, ma perché come Paese si è carenti di materie prime e per questo si è dovuta sviluppare la nostra capacità di “autorigenerazione”, quindi il recupero è essenziale.