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Il dato emerge dal Teleidrometro sul corso d’acqua ai Castelli Romani
“Il Teleidrometro del Lago Albano compie il primo anno dalla sua installazione facendo registrare in 12 mesi un calo di 52 cm”. Si apre così il post su Facebook dell’associazione Grottaferrata Sostenibile, che per prima si è interessata alla situazione critica del lago Albano, il cui livello dell’acqua continua a scendere senza sosta.
“Qualcosa di impensabile fino a qualche tempo fa, pur conoscendo la situazione critica che ormai perdura da circa 40 anni, un dato del genere in un solo anno credo che nessuno se lo sarebbe aspettato. Alla fine del prossimo mese il nostro idrometro artigianale compirà due anni e vedremo a che livello saremo. Ricordo che il primo anno registrammo un calo di 26 cm, ma tra autunno e primavera precedenti ci fu un recupero con un picco massimo di + 30 cm, recupero che nell’ultimo anno non c’è stato. Attualmente dopo poco più di 22 mesi di misurazioni (in media 2 al mese) siamo a – 62 cm e a fine ottobre avremo un quadro generale completo, ma è chiaro già da tempo che la situazione si è fortemente aggravata”, continua il post su Facebook.
Secondo le stime del teleidrometro di Grottaferrata Sostenibile, fissato un anno prima di quello dell’Autorità di Bacino, i cm in meno sarebbero 62. In totale, l’acqua estratta dal lago nell’area dei Castelli Romani dovrebbe ammontare a circa 700 litri al secondo, con l’acqua utilizzata anche da Acea, Vaticano (per le Ville Pontificie) ed Eni e per alimentare i Comuni di Albano, Ariccia e Castel Gandolfo. Va ricordato anche lo studio pubblicato a giugno dall’Ispra, con la discesa del lago di 25 cm da settembre 2023 al 14 giugno 2024.
Per ora, come a giugno, non si registrano passi avanti. La soluzione del giallo è ancora lontana. Nei mesi scorsi ci sono state due riunioni interistituzionali – una a novembre 2023, la seconda a marzo 2024 – per arrivare a trovare una soluzione che fermi la perdita d’acqua, con l’arrivo del periodo più caldo dell’anno. Una vedrebbe la riduzione decisa dei prelievi diretti di cui si avvalgono, da anni, Acea, Vaticano ed Eni. C’è poi il secondo filone di pensiero che porterebbe alla realizzazione di un sistema di canalizzazione che permetta di aumentare, quando piove, l’acqua che confluisce nel bacino, canalizzando l’acqua piovana.