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Evento al via domani: oltre 200 espositori, 23 eventi, tra convegni e workshop, 1300 persone iscritte come delegate ai convegni
Il fabbisogno energetico dell’Italia passa anche attraverso l’uso dell’idrogeno. Secondo recenti stime del Politecnico di Milano è di circa 7,5 milioni di tonnellate l’anno e serve soprattutto ai settori pesanti, noti come “hard to abateHard to Abate: definizione e settori coinvolti Il termine Hard to Abate si riferisce a quei settori industriali in cui la riduzione delle emissioni di gas serra risulta particolarmente complessa a causa dell’elevato consumo energetico e della dipendenza da combustibili... Approfondisci”, che hanno difficoltà con il processo di elettrificazione. Sull’idrogeno e le difficoltà del sistema italiano parla a SostenibileOggi Fabio Podestà, organizzatore di Hydrogen Expo Piacenza 2024, al via domani nella città emiliana. Oltre 200 espositori, 23 eventi, tra convegni e workshop, 1300 persone iscritte come delegate ai convegni.
Perché in Italia siamo ancora indietro su questo tema?
Noi abbiamo rispetto all’estero una lentezza decisionale. Per il successo di qualsiasi iniziativa servono visione, strategia, finanza e tempistica. Siamo sempre stati deboli a livello governativo, anche per la breve durata degli esecutivi soprattutto negli anni passati. È mancata la lungimiranza della pianificazione e della strategia. Però la marcia che abbiamo in più dal punto di vista della potenzialità del mercato, sono la dinamicità e la velocità, determinate soprattutto dall’operatore privato, cioè dalle imprese italiane.
Quindi l’idrogeno è già realtà.
Certamente. Ad esempio ci sono dei produttori dell’industria della ceramica, che hanno già in essere nel nostro Paese impianti alimentati attraverso elettrolizzatori per la produzione di idrogeno. Certo, siamo ancora indietro, come già ho detto, per quanto riguarda una pianificazione nazionale, però siamo sulla strada giusta. La questione geopolitica ci impone serie riflessioni. Non possiamo correre il rischio di avere una mancanza di fonte energetica, naturalmente di qualsiasi genere. In quest’ottica occorre certamente fare una corretta valutazione dei costi legati all’utilizzo del vettore idrogeno, ma l’Italia non può correre alcun rischio in termini di approvvigionamento proprio in funzione delle sue molteplici attività manifatturiere che, ovviamente, necessitano di efficienti canali distributivi.
Hydrogen Expo 2024 in soli tre anni si è imposta nel panorama europeo. Qual è la ricetta?
Le prime fiere dedicate all’idrogeno al livello internazionale sono già alla settima od ottava edizione, quindi si parla di idrogeno e investimenti dedicati al comparto dell’idrogeno all’estero già da parecchio tempo. L’interesse che abbiamo riscontrato è stato sollevato grazie al nostro lavoro non solo inerente ai contatti nazionali, ma anche alla presenza in tutte le manifestazioni estere. Il vettore energetico idrogeno interessa sempre di più, anche perché l’Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa. Alcuni espositori presenti in fiera presenteranno dei nuovi brevetti. Per esempio abbiamo un importantissimo nome attivo nel comparto delle acciaierie, punto di riferimento per tutte le acciaierie del mondo, che ha brevettato una nuova fornace alimentata a idrogeno. Quindi il comparto acciaieria verrà a vedere come si potrà produrre acciaio in modo più eco-sostenibile. Lo stesso dicasi per l’industria del vetro, del mondo dei trasporti, a partire da quello dei trasporti su gomma, su rotaia e via nave. Abbiamo addirittura una presenza del settore aeronautico. Sia gli aeroporti che i costruttori di aerei stanno pensando all’utilizzo dell’idrogeno per la propulsione dei velivoli.