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Altro che tutela dell’ambiente, il nuovo presidente degli Stati Uniti rilancia l’oro nero
“Drill, baby, drill“. Si perfora, si trivella, estrazione di gas e petrolio, produzioni offshore e poi “ognuno potrà comprare l’auto che vuole”, altro che all-in sull’elettrico. E tanti saluti al Green Deal, finito, come detto dal palco del suo giuramento, letteralmente nei rifiuti. In poche ore gli Stati Uniti sono fuori dall’Accordo di Parigi e Donald Trump inizia a eseguire quello che è il suo piano, ossia distruggere ogni tipo di programma ispirato alla transizione energetica. Altro che tutela dell’ambiente, si punta all’oro nero, al petrolio. E quindi ecco una nuova spinta verso il petrolio e il gas, senza alcuna attenzione alle politiche climatiche. Trump replica quanto fatto otto anni fa, durante il suo primo mandato. Una retromarcia totale rispetto al programma dell’amministrazione Biden, che ha riportato nel 2021 gli Stati Uniti sotto il cappello dell’Accordo di Parigi, con cui i Paesi firmatari si sono impegnati a contenere il riscaldamento globale sotto i due gradi rispetto ai livelli preindustriali. L’obiettivo di restare sotto 1,5 gradi, sostanzialmente, è già fallito.