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Berlino stabilisce il taglio degli obiettivi di riduzione delle emissioni: mano tesa verso diversi settori produttivi

Dal rafforzamento della legge sul clima su spinta della Corte suprema federale, avvenuto tre anni fa, al taglio degli obiettivi sulle emissioni ridotte deciso dal governo. Forse si chiama real politik, in mezzo si sono verificati diversi avvenimenti internazionali che hanno determinato un cambio di passo all’indietro ma è quello che è accaduto in Germania, dove l’esecutivo ha sostanzialmente sospeso gli obiettivi di riduzione delle emissioni specifici per settore, inserendo l’obbligo per il governo di presentare misure sul clima per il decennio 2030-2040. La retromarcia all’insegna della flessibilità, come ha fatto notare il governo tedesco. Tre anni fa la Corte suprema federale aveva messo in guardia sul rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini e del patto tra generazioni, con impatto immediato: Berlino subito alzò la soglia del 5% dell’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030, con la net climatica rivista al 2045, non più al 2050

La minaccia dello sciopero veicolare

Così Scholz ha rivisto il piano improntato al pragmatismo: meno restrizioni per trasporti e altri settori produttivi, la decarbonizzazione diventa light e così è stato pure scongiurato lo stop al traffico veicolare minacciata dai liberal tedeschi.

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