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Secondo l’ECA, per circa 150 società andrà applicata la direttiva in vigore da quest’anno

Anche il mondo del calcio europeo deve scendere a patti con la CSRD. Lo certifica quanto riferito dall’Associazione dei club europei (ECA) nel suo piano di strategia sostenibile, secondo cui per circa 150 club calcistici nel andrà applicato sì quanto stabilito dalla direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale. Ovviamente, come imposto dalla CSRD, saranno i club quotati in Borsa a pubblicare i dati sull’impatto ambientale, sociale e di governance, ossia quei club che presentano un fatturato annuo di 40 milioni di euro, bilancio di 20 milioni di euro, oltre 250 dipendenti. L’ECA ha istituito una task force CSRD all’interno del suo più ampio Sustainability Working Group e uno dei primi KPI è la creazione di corsi di formazione per i club sui protocolli relativi alla CSRD e all’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG).

Le indicazioni Uefa

I parametri di sostenibilità da seguire, come riferito dalla Uefa, sono in aumento: sono 117 in Bundesliga e anche la Liga spagnola è al lavoro. Ma la CSRD impone anche ai grandi gruppi di private equity come quelli alle spalle del Manchester City (il City Football Group) e Clearlake Capital (possiede le quote di maggioranza del Chelsea) di rivelare i dati sui club che controllano nell’area Ue: il Girona e il Palermo per il primo gruppo, lo Strasburgo per il Clearlake.

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