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Mercedes ha appoggiato il programma dell’ex presidente del Consiglio
Dalla Csdd alla CsrdCSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva dell'Unione Europea che obbliga le aziende di grandi dimensioni a divulgare informazioni dettagliate sul loro impatto sociale e ambientale, promuovendo la trasparenza e la sostenibilità aziendale. Approfondisci, poi Tassonomia e standard Esrs, su misure per mitigare le regolamentazioni ed eventuali rinvii: i sostenitori della finanza green hanno sollevato parecchie preoccupazioni alla presentazione del piano sulla competitività nell’Ue realizzato – su indicazione della Commissione Ue – da parte dell’ex presidente del Consiglio (e della Bce), Mario Draghi. In un’intervista a “Finance Environment”, Patrick de Cambourg, presidente del Sustainability Reporting Board dell’European Financial Reporting Advisory Group (Efrag), a proposito del report di Draghi, ha spiegato che “la standardizzazione è semplificazione, non onere”, mentre sul sito Responsible Investor c’è il parere della consulente politica dell’European Fund and Asset Management Association (Efama), Chiara Chiodo, secondo cui il ritardo eventuale a rivedere le norme Ue sulla disclosure ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci sarebbe un danno per la finanza sostenibile. Insomma, il testo di Draghi ha fatto assai discutere, anche se ha trovato l’appoggio di un colosso industriale come Mercedes.
A proposito delle direttive prima citate nel report di Draghi, l’ex ministro Enrico Giovannini, fondatore di ASviS, ha recentemente detto a Sostenibile Oggi che “l’Ue nell’ultimo anno e mezzo ha messo in piedi provvedimenti che dovrebbero entrare in vigore presto, come la carbon tax alla frontiera (CBAM), per equiparare la condizione delle imprese europee e quelle extra. Poi è stato varato il regolamento sulla due diligence (CSDD), che obbliga anche le aziende estere che vogliono vendere i loro prodotti sul mercato Ue a impegnarsi su riduzione delle emissioni e rispetto dei diritti umani. Si tratta di misure corrette, ma si deve discutere di questi temi all’Organizzazione mondiale del Commercio, per evitare che il mercato mondiale diventi un far-west. Si ricordi che su queste regole l’Ue ha competenza esclusiva, ma se negozia sulle regole del commercio senza una strategia industriale si determina una chiara asimmetria”.