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Studio IBM: i decisori aziendali spesso non riescono a raggiungere i parametri sostenibili fissati

Gli stipendi dei CEO e dei rispettivi executive team sono sempre più legati al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di buona governance. Il trend è delineato ormai da un po’ di tempo ma a sostegno c’è il nuovo studio dell’IBM Institute for Business Value (assieme a Oxford Economics) basato su tremila asset manager in più di 30 paesi, rappresentativi di 24 settori: circa la metà dei CEO e dei relativi team esecutivi intervistati vede la propria retribuzione legata alle prestazioni dell’organizzazione rispetto agli obiettivi di sostenibilità. Questa cifra rappresenta un aumento significativo rispetto al solo 15% riportato nello studio dello scorso anno.

Lo studio annuale ha inoltre rilevato che i decisori aziendali spesso non riescono a raggiungere gli obiettivi ESG nelle loro organizzazioni. Sebbene il 95% degli intervistati abbia obiettivi sostenibili operativi, solo il 10% ha compiuto progressi significativi verso il loro raggiungimento. Ancora una volta la volontà non coincide con i risultati. 

Sempre il report di IBM, la sostenibilità ambientale è scesa nella lista delle principali priorità organizzative, passando dalla terza dell’anno scorso alla quinta di quest’anno. La priorità è ora rappresentata da produttività o redditività. Meno della metà dei CEO interpellati ha riferito di avere fiducia nella capacità di rendicontare in modo accurato la strategia e le iniziative ESG: incide la definizione sempre più ampia del concetto di sostenibilità e dell’incertezza sui parametri appropriati da utilizzare.

Le interviste si sono concentrate sulle prospettive dei dirigenti sulla leadership e sul processo decisionale del CEO in merito a sfide e opportunità organizzative, tecnologia, dati e metriche e visioni per un futuro modellato dall’intelligenza artificiale generativa.

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